Micol Graziano, ghostwriter dell’amore: “I miei clienti? Dal timido uomo di mezza età al giovane”

Il timido uomo di mezza età che vuole conquistare la cassiera del supermercato. La signora attempata che non riesce a confessare i suoi sentimenti al giovane conosciuto in vacanza. A cosa ricorrere, per centrare l’obiettivo, se non alla classica e infallibile lettera d’amore? Non tutti, però, sono capaci di prendere carta e inchiostro e dare sfogo alle proprie emozioni. Ed ecco che nell’era del 4.0, dove per accorciare i tempi si al massimo si comunica con un messaggio vocale su whatsapp, spunta un nuovo mestiere che guarda indietro nel tempo: la ghostwriter dell’amore su commissione.  Giornalista e scrittrice, trentanovenne in cerca di lavoro, per sbarcare il lunario Micol Graziano ha deciso di puntare sull’unica cosa che non morirà mai: l’amore. E di unire le sue capacità di scrittura e la sua passione per il genere epistolare per dare vita a una nuova professione. Se il prodotto finale è vecchio stile, i mezzi per contattare Micol sono al passo con i tempi: basta andare sul suo blog www.micolgraziano.com per richiedere la propria missiva al prezzo di 70 euro.

Come è nata l’idea di scrivere lettere d’amore su commissione?

Io sono giornalista e scrittrice, tutto quello che so fare è scrivere. Cercavo con difficoltà lavoro nel mio ambito, ma qui in Italia è difficile, neanche ti rispondono quando invii il curriculum, al contrario di quanto accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. A un certo punto mi sono chiesta: “Cosa mi posso inventare?”. La risposta è stata: “Scriverò lettere d’amore”. L’amore è sempre di moda e io ho deciso di investirci unendo le mie competenze e creando un nuovo lavoro.

Perché proprio lettere?

La lettera d’amore è un regalo così romantico, che purtroppo non si usa più. Oggi si scrive molto ma male. Con tutti questi messaggini buttati giù di fretta e le miriadi di abbreviazioni a cui non facciamo più caso si è perso il culto della parola, della ricerca del vocabolo, della gentilezza della scrittura: ho pensato che un ritorno a tutto questo potesse funzionare.

In fondo potremmo dire che si tratta di un prodotto ‘vintage’?

Si, decisamente. Ma secondo me molto di moda. Funziona benissimo proprio perché non siamo più abituati.

Come si rapporta con i tuoi clienti?

Ovviamente devo conoscere la loro storia, quindi li intervisto, e cerco di entrare nel loro mondo, per capire la persona e raccontarla: nulla di più di quello che fa un giornalista.

Di che persone parliamo e che età hanno?

Più o meno una percentuale uguale tra uomini e donne, e tra di loro ci sono anche persone di una certa età.

Quali motivazioni li spingono a contattarla?

Non riescono ad esprimere a parole quello che sentono. Hanno difficoltà a mettere nero su bianco i propri sentimenti e chiedono aiuto a me.

Quasi un lavoro da terapista, insomma…

E’ esattamente così. Mi chiedono anche lettere di addio, discorsi funebri, filastrocche d’amore.

Nell’epoca dei like su facebook e delle emoticons via chat, possono davvero tornare di moda le lettere d’amore?

Sicuramente. Proprio perché non siamo più abituati. E’ una cosa che non vediamo tutti i giorni e quindi ci affascina.

Quale è per lei la lettere d’amore più bella che sia stata mai scritta’?

C’è ne è una di John Keats molto bella. Ma io in generale amo il genere epistolare, perché è come un diario: c’è una persona che si apre completamente e vengono fuori delle cose bellissime. Mi sono anche ispirata tanto al cinema, in particolare al film ‘Lei’ di Spike Jonze, in cui il protagonista come me scrive lettere per conto di altri, e instaura una relazione con un sistema di intelligenza artificiale.