Liberi e Uguali, Pietro Grasso: ‘Non diremo favole come l’abolizione del canone’

“Useremo ogni minuto per parlare ai cittadini delle nostre proposte. Lo faremo per ridare speranza al Paese con proposte serie e concrete a differenza delle irrealizzabili favole degli altri partiti. Se ne sono sentite: Renzi ha detto di voler abolire il canone Rai dopo averlo messo in bolletta. Berlusconi ne ha dette troppe, non riesco a pensare alla più clamorosa. Il discorso vale anche per Salvini e per i Cinque stelle. Siamo l’unica alternativa credibile”. Lo dice il leader di Liberi e uguali Pietro Grasso all’assemblea di LeU.

“Non valutiamo solo l’aspetto giudiziario, non basta la legge Severino: vogliamo portare in Parlamento – ha aggiunto – donne e uomini rispettati e rispettabili”. “Non candideremo nelle liste estere alcun candidato residente in Italia”, dice tra l’altro.

Laura Boldrini durante la votazione all’Assemblea Nazionale di Liberi e Uguali, Hotel Ergife, Roma, 7 gennaio 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

“Altri – ha sottolineato – aboliscono le tasse, noi aboliamo il precariato. Ma le tutele non servono a nulla se non c’è il lavoro. E allora dobbiamo investire lì dove il lavoro possiamo davvero crearlo”.

“Aboliamo le tasse universitarie”, propone Grasso. La misura, spiega, costa 1,6 miliardi: “E’ un decimo dei 16 miliardi che ci costa lo spreco di sussidi dannosi all’ambiente, secondo i dati del ministero dell’ambiente”.

La scelta se sostenere Nicola Zingaretti alle elezioni regionali per il Lazio “sarà oggetto di valutazione. Si tratterà di prendere contatti con la base, che si dovrà esprimere com’è nostro costume, e poi con Zingaretti”. “Il pluralismo non può che essere qualcosa che arricchisce, certamente non depotenzia”, risponde a chi gli fa notare che dentro Leu c’è chi si oppone al sostegno al candidato del Pd.

Per i molti non per i pochi“. E’ la frase che campeggia, in bianco su sfondo rosso, sul palco dell’assemblea programmatica nazionale di Liberi e uguali, aperta a Roma dalla relazione introduttiva di Rossella Muroni. Lo slogan è una citazione del ‘For the many, not the few’, scelto da Jeremy Corbyn, il leader laburista inglese.

“Al Paese non manca un’area progressista – ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, nel suo intervento all’assemblea nazionale di Liberi e uguali -, ma chi la rappresenta e chi l’ha rappresentata. Vogliamo riempire il vuoto. Vogliamo restituire speranza e fiducia a tutte le persone deluse da una sinistra che ha smesso di essere sinistra, si è persa per strada”.”C’è grande responsabilità di chi ha deluso le persone, ha tradito le loro aspettative” e le “ha spinte nelle braccia del populismo”. “Non faremo una campagna contro – ha detto ancora -, perché è brutto e non funzionerebbe. Faremmo un torto a noi stessi se pensassimo che basta dare le responsabilità agli altri e parlare male degli altri. Non basta. Faremmo anche un torto agli italiani, che sanno fare la differenza tra chi insulta e chi invece vuole migliorare il Paese”.  “Noi vogliamo essere inclusivi e aperti a esperienze che ci sono nel Paese”, aggiunge. “Abbiamo esperienze di vita reale che guardano a noi con interesse e noi dovremmo essere in grado di guardare a queste esperienze anche attraverso delle candidature di donne e uomini che le rappresentano”. “Da presidente della Camera ho assistito alla fine dei lavori parlamentari con amarezza perché la legislatura si è conclusa con un grande tradimento” per la mancata approvazione dello ius soli”. “Ha avuto la meglio una sconcertante subalternità culturale e politica per cui bisognava far prevalere quello che la destra diceva. Si perde voti? Allora non si fa. Ma inseguire la destra vuol dire rafforzarla e renderla vincente, è stata una decisione assolutamente miope”.