Cosa si nasconde dietro la ‘gelosia tra fratelli’?

 

Chiunque sia genitore di due o più figli si è trovato ad affrontare situazioni o comportamenti più o meno frequenti e spiacevoli dovuti ai litigi tra fratelli. Conoscere le dinamiche che si instaurano all’interno della famiglia con la nascita di un secondo o terzo figlio può aiutare ad affrontarle in maniera più consapevole.

La gelosia è normale! Di solito emerge alla nascita di un fratellino o sorellina. Esprime semplicemente il timore di perdere l’esclusività dell’amore delle figure genitoriali. Per comprendere meglio dobbiamo provare a metterci nei panni dei bambini, e pensare  di poter essere i soli a fornire l’amore necessario ai propri genitori e contestualmente di essere i soli ai quali i genitori possano rivolgere il proprio amore e le proprie attenzioni.

L’emergere della gelosia, sebbene sia spesso fonte di tensione e conflitto sia tra i fratelli, che tra i figli e genitori, consente anche di affrontare e superare una fase dello sviluppo del bambino che lo porterà verso l’autonomia e la maturazione sociale ed emotiva.

Imparare a gestire questa emozione fin da piccoli in maniera positiva faciliterà e renderà più serene le future relazioni sociali in età adolescenziale ed adulta. Il rapporto tra fratelli e sorelle può dunque essere considerato ed utilizzato come una sorta di “palestra emotiva” attraverso la quale si costruiscono la fiducia reciproca, la tolleranza, l’adattabilità piuttosto che la diffidenza e l’individualismo nel rapporto con gli altri.

Solitamente soffrono maggiormente di gelosia i primogeniti perchè hanno vissuto per un periodo più o meno lungo l’esclusività del rapporto con i genitori. Il secondo o il terzo figlio hanno dovuto sempre dividere l’amore e le attenzioni dei genitori con gli altri fratelli, ma ciò non significa che non possano sperimentare “insicurezza” nei confronti del loro amore. Anche i figli unici possono provare gelosia nei confronti dei genitori ed è perciò importante che anche in questo caso essi imparino ad individuare e “gestire” tale sentimento nel figlio.