M5S, Luigi Di Maio: “C’è una guerra sociale in corso, solo l’Europa può salvarci”

“Si dice che l’Europa sia il motivo per cui non scoppiano le guerre, ma io una guerra in corso la vedo, e’ una guerra sociale alimentata da disparita’ e poverta’”. A parlare e’ il leader M5s, Luigi Di Maio secondo cui l’Europa e’ “certamente un veicolo. Serve per portare i popoli europei verso una qualita’ di vita e di benessere maggiore”. “La priorita’ – ha spiegato Di Maio in una lunga intervista a ‘La Repubblica’ – e’ la creazione di un Welfare fondato su una maggiore solidarieta’ e una lotta alle diseguaglianze. Non significa criminalizzare chi si arricchisce, ma consentire a milioni di poveri di reinserirsi nella societa’”. Una soluzione ‘europea’? “Si’, perche’ negli ultimi anni molte cose sono cambiate. Guardiamo la Germania che non riesce a formare un governo, la Francia di Macron che ha disintegrato i vecchi partiti. Il panorama mutato suggerisce una grande opportunita’ per l’Italia. E non solo perche’ siamo abituati a non avere governi super-stabili e siamo piu’ bravi a gestire le crisi”. Secondo Di Maio “sono state rimandate alcune grandi questioni europee. Cosi’ si e’ arrivati alla Brexit. La parola d’ordine di un governo M5S deve essere “dialogo con gli altri Paesi in una condizione favorevole per l’Italia” che, di nuovo, puo’ rivendicare la posizione di seconda potenza manifatturiera, Paese fondatore e alla pari con gli altri”. In Europa, ha aggiunto, “noi vogliamo restare e senza ultimatum. Ma occorre intervenire su alcune questioni, a partire dal governo dell’Ue”. Con Macron, ha proseguito i leader M5s “ci siamo confrontati sull’immigrazione, gli abbiamo detto che non si puo’ essere europeisti con le frontiere degli altri. Ci sono invece punti di contatto sulla riforma francese del Welfare. Noi vogliamo portare in Italia le buone pratiche degli altri, qualunque sia il governo che le origina”. Il referendum sull’euro? “Una extrema ratio – ha spiegato Di Maio. – L’obiettivo non e’ rendere felici gli altri. E’ fare in modo che nell’ambito dell’Ue gli interessi dei diversi Paesi si ritrovino allo stesso tavolo. E’ un peso contrattuale”.