Caos al centro: divisi tra centrodestra e Pd

I Centristi per l’Europa, il soggetto che fa capo a Pierferdinando Casini, Gianluca Galletti e Giampiero D’Alia, rivolgono un appello ad AP a rompere gli indugi e a dar vita a una lista di Centro che si allei con il Pd; ma i travagli del partito di Angelino Alfano si prolungano visto che la Direzione gia’ convocata lunedi’ per compiere la scelta decisiva, slitta di una settimana. Il confronto interno ruota sempre attorno alla necessita’ di accettare o meno accettare l’offerta o correre da soli. Una scelta che, in campo opposto, riguarda anche Energie per l’Italia di Stefano Parisi, che oggi ha ribadito di mirare ad un accordo col centrodestra, ma a certe condizioni: senza quindi escludere la corsa in solitaria. “C’e’ spazio – ha detto Casini aprendo il Consiglio nazionale dei CpE – per una lista moderata e popolare formata da gente che non sia disposta a genuflettersi davanti a Salvini e a Meloni. Ci deve essere spazio per chi vuole frenare Grillo, e non e’ credibile che lo si possa fare in alleanza con i seguaci della Le Pen”. Casini avverte che “il tempo passa e le scelte fondamentali non possono essere rinviate” anche se dice di “capire e rispettare il travaglio di Alleanza popolare”. Ma in Ap i nodi non si sciolgono. Fabrizio Cicchitto si e’ di nuovo pronunciato a favore della prospettiva che guarda al Pd, e con lui sono Beatrice Lorenzin o Sergio Pizzolante, mentre sabato Maurizio Lupi e Gabriele Toccafondi, in una iniziativa a Firenze, hanno ribadito di preferire la corsa in solitaria. Con il sistema proporzionale, e’ il loro ragionamento, la soglia del 3% e’ piu’ facilmente raggiungibile da soli che in una coalizione; e poi dopo voto non ci sara’ alcuna maggioranza autonoma e cosi’ Ap avra’ piu’ margini di azione politica. Due posizioni in cui e’ difficile trovare un punto di sintesi, per cui la decisione potrebbe essere affidata ad un voto a maggioranza. “In ogni caso avverte Casini – ci sara’ una lista alleata del PD”, con Democrazia solidale di Lorenzo Dellai e Andrea Oliverio e, in caso di scissione di Ap, con i parlamentari del partito di Alfano che vorranno far parte del nuovo soggetto.