Pensioni, Carlo Calenda: “Pd sbaglia con rinvio e mette a rischio conti”

 “Vedo un errore di metodo e di merito in questa proposta del Pd” perche’ “si decide di non decidere”, con “il rischio che cio’ venga letto dai cittadini come una manovra elettorale” e perche’ “rischia di determinare uno squilibrio grave del sistema pensionistico”. Lo dice il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, intervistato dal Corriere della Sera, parlando degli emendamenti Pd per rinviare a giugno la decisione sull’aumento dell’eta’ pensionabile a 67 anni. “Ben difficilmente, infatti, il primo atto del prossimo governo sara’ un via libera all’adeguamento. In tal caso il potenziale costo complessivo secondo il presidente dell’Inps sarebbe di 140 miliardi. Il tutto mentre piu’ di un terzo dei giovani e’ senza lavoro e rischia di non avere la pensione”. “Non vedo alcun senso – aggiunge – nell’iniziare adesso una strategia di ‘lotta e di governo’ all’inseguimento dei populismi”. Parlando poi del dopo voto in Sicilia, Calenda ritiene “che il Pd, qualunque sia l’esito delle elezioni, abbia la chance di mettere in campo in vista delle elezioni politiche un progetto credibile e una squadra forte. Fossi in Renzi chiuderei ufficialmente la fase della rottamazione e costruirei un piano per il Paese che non cerchi scorciatoie e parta da una profonda operazione verita’ sulle scelte da fare e sul funzionamento di quelle fatte. Di un Pd capace di costruire e coinvolgere e di recuperare uno sguardo di lungo periodo c’e’ gran bisogno”.