Imam Al-Azhar: Papa uomo simbolo, è un bene per l’umanita’

Papa Francesco “e’ un uomo simbolo, profondamente buono, ha un cuore inondato di amore, di bene sincero, di desiderio che l’umanita’ possa beneficiare dello scambio tra le culture”. Ha usato parole estremamente elogiative il grande imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayyeb, parlando del Pontefice, con cui si e’ incontrato stamane in Vaticano, nel suo intervento di questo pomeriggio alla conferenza internazionale “Oriente e Occidente: dialoghi di civilta’” promossa a Roma dalla Comunita’ di Sant’Egidio. “Sono reduce da un incontro prolungato con il mio caro fratello papa Francesco”, ha spiegato il leader della massima istituzione dell’Islam sunnita. “Abbiamo discusso di questioni che tormentano la coscienza umana e provocano dolore e sofferenza nel mondo – ha quindi riferito -. Vogliamo vedere come lavorare insieme per ridurre i patimenti dei poveri, di tutti i sofferenti nel mondo. E devo dire che sono ottimista”. L’incontro di oggi in Vaticano, nello studio dell’Aula Paolo VI, e’ stata la terza occasione di dialogo tra il grande imam di Al-Azhar e papa Bergoglio. Una prima c’era stata il 23 maggio 2016 in Vaticano e una seconda al Cairo, il 28 aprile scorso, quando il Papa ha preso parte a un Forum per la pace proprio ad Al-Azhar. Per entrambi anche oggi e’ stato il momento per impegni reciproci per la pace, contro fondamentalismi e estremismi. Al termine il Papa ha invitato Al-Tayyeb e il suo seguito a pranzo a Santa Marta, proseguendo l’incontro a livello conviviale. Nel pomeriggio, poi, al Palazzo della Cancelleria, il leader sunnita e’ stato l’ospite d’onore della conferenza promossa da Sant’Egidio, insieme a personalita’ come il cardinale Jean-Louis Tauran,capo del dicastero per il Dialogo interreligioso, Mahmoud Hamdy Zakzouk, dell’Alto Consiglio degli Ulema di Al-Azhar, Andrea Riccardi, fondatore della Comunita’, e il presidente del Senato Pietro Grasso. E qui ha dato un importante annuncio. “Questi incontri non sono un lusso ma una necessita’. Dobbiamo trovare una soluzione a un cancro che sta metastatizzando in varie parti del mondo. Annuncio qui che Al-Azhar mette a disposizione le proprie risorse e tutto il proprio contributo per una collaborazione continua per cercare soluzioni al terrore e produrre ogni sforzo per la pace mondiale”, ha affermato. Per Al-Tayyeb c’e’ “la necessita’, l’ineluttabilita’ del dialogo tra Oriente e Occidente, per salvare l’umanita’ e non ripiombare in un’epoca oscura. La violenza reciproca isola la nostra civilta’ rispetto alle precedenti: questo secolo rappresenta un arretramento rispetto al secolo passato. “Non sto qui a parlare del terrorismo, di chi c’e’ dietro, di chi lo finanzia e permette questa potenza terrificante e questa capacita’ di spostare armi indipendentemente dai confini”. Secondo l’imam, tra l’altro, “i musulmani sono vittime del terrorismo, pagano un tributo piu’ alto degli altri. Anche le loro economie sono colpite. Stanno continuamente in un limbo tra la vita e la morte”. Il dialogo, comunque, deve trovare il suo fondamento proprio nella religione, come “cintura di salvataggio” rispetto agli sbandamenti laicisti. “Le guerre combattute in nome della religione hanno una sola cosa in comune – ha osservato -: la politicizzazione della religione, la strumentalizzazione della religione a fini politici”. Invece, “tutte le religioni vietano lo spargimento di sangue umano: cosi’ e’ scritto nei testi sacri, nella Bibbia e nel Corano. Ne’ nelle religioni, ne’ nei testi sacri c’e’ l’invito a uccidere”. Al-Tayyeb ha concluso il suo intervento con l’invito a “rispettare le altre fedi e i loro credenti, rispetto che non puo’ essere inferiore a quello per la propria religione. In questo punto gli estremisti hanno compiuto un passo falso, con la loro spinta a uccidere gli infedeli”.