Ballottaggio Ostia: paura per i voti di CasaPound

 Per andare al mare invece che a votare a Ostia il passo e’ pure breve. E cosi’ CasaPound (Cpi) si toglie dall’impaccio sul suo sorprendente tesoretto del 9% di consensi invitando gli elettori a non partecipare al ballottaggio del 19 novembre per il Decimo Municipio di Roma. “Ne’ con Di Pillo (M5S) ne’ con Picca (Fdi-centrodestra)” e’ la linea del movimento di estrema destra, sotto tiro per l’appoggio datogli da Roberto Spada giorni prima che aggredisse una troupe Rai. Voti preziosi in una sfida tirata al secondo turno – si parte dal 4 per cento di scarto del primo -, ma scomodi sia per la destra, solo in teoria piu’ vicina a Cpi, che per M5S, destinatario di analogo, imbarazzante endorsement del fratello del boss Carmine nel 2015. “I voti degli Spada non li vogliamo”, dice la sindaca Virginia Raggi sul blog di Beppe Grillo. “Qui gli Spada l’hanno sempre fatta da padrone – afferma -. E sapete bene che la destra ha detto che e’ pronta a fare l’accordo con Casapound. Quindi con chi si allea la destra? Con gli Spada?”. Parole che spingono la leader di Fdi-An Giorgia Meloni a ricordare che Spada voleva candidarsi con M5S e a querelare la candidata Giuliana Di Pillo “arrivata ad insinuare che io sia tra i ‘mandanti morali'” dell’ aggressione ai giornalisti. Un’accusa quella della Meloni respinta dal capogruppo M5s in Campidoglio Paolo Ferrara che ricorda: “Siamo stati gli unici a dissociarci dal clan Spada a gran voce. Fin dall’inizio!”. “Non scherziamo sui rapporti con Cpi”, rincara pero’ il capogruppo Fdi alla Camera Fabio Rampelli che aveva chiesto a M5S di prendere le distanze da Roberto Spada. Il quale oggi e’ stato fermato. Divisa sui voti di CasaPound, la politica a Ostia si divide anche su una manifestazione antimafia. Convocata per sabato dalla lista civica del prete ‘rosso’ Franco De Donno, senza simboli di partito, vede l’adesione di M5S con tutto il peso di Raggi. Anche Forza Italia e il centrista Pierferdinando Casini parteciperanno, mentre Fdi chiede alla sindaca di fermare gli attacchi, senno’ si fara’ il suo corteo. La Federazione nazionale della stampa (Fnsi), sindacato dei giornalisti, e la rete antimafia Libera convocano un’altra manifestazione giovedi’, a cui aderisce il Pd, accusando Raggi di strumentalizzare tutto in vista del ballottaggio. Una situazione che riflette anche divisioni e veleni degli ultimi anni sulla lotta ai clan. CasaPound difende in qualche modo la ‘funzione sociale’ della famiglia Spada in un contesto degradato come Nuova Ostia – feste e corsi gratuiti per bambini, case per gli sfrattati -, ma nega ogni rapporto di vicinanza. “La magistratura apra un fascicolo sui nostri legami con gli Spada, facciamo anche una commissione d’inchiesta parlamentare, ma i risultati siano rapidi e pubblici”, dice il numero due di CasaPound Simone Di Stefano, comparso su migliaia di manifesti accanto a volti noti del giornalismo come Enrico Mentana che hanno dibattuto con lui. Nella sede romana dei ‘fascisti del terzo millennio’ anche il candidato a Ostia Luca Marsella, che dice: “Noi in prima linea contro il malaffare”. C’e’ pure la sua compagna Carlotta Chiaraluce, anche lei in lista. “Andate al mare al ballottaggio” e alle elezioni politiche votate CasaPound, non centrodestra, ecco le parole d’ordine.