Vaticano, attico Bertone: chiesti tre anni reclusione per Profiti. Assolto Spina

L’ufficio del Prom

otore di Giustizia vaticano ha chiesto la condanna di tre anni di reclusione, per il reato di peculato, a carico dell’ex presidente della Fondazione Bambino Gesu’ Giuseppe Profiti. L’accusa chiede per l’imputato anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e 5mila euro di multa. Per l’ex tesoriere Massimo Spina il Promotore ha chiesto “l’assoluzione per insufficienza di prove”. Il peculato riguarda la distrazione di fondi per la ristrutturazione dell’appartamento del card. Tarcisio Bertone.

Il processo per peculato contro due ex manager del Bambino Gesu’, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, ha fatto emergere “una vicenda desolante, caratterizzata da opacita’, silenzi, pessima gestione della cosa pubblica”. Lo ha sottolineato il Promotore di Giustizia aggiunto Roberto Zanotti, parlando di “un quadro complessivo desolante” in premessa alle richieste specifiche nei confronti degli imputati. Un quadro che “non e’ oggetto specifico del processo” ma “non e’ esaltante”.

Il Presidente del Bambino Gesu’, Mariella Enoc, nella testimonianza nel processo in Vaticano ha confermato che l’ex Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, ha versato 150mila euro al Bambino Gesu’ come “atto di generosita’”. Il cardinale ricevette una lettera della stessa Enoc nella quale lei chiedeva la restituzione dei 422mila euro, dati dalla Fondazione Bambino Gesu’ con la presidenza di Giuseppe Profiti, alle aziende che hanno rifatto l’appartamento del cardinale; in seconda battuta, Enoc chiedeva che il cardinale intercedesse presso il Governatorato, sempre riguardo a quei soldi. Lettera che Enoc – lei stessa ha riferito – aveva fatto precedere da una telefonata. Bertone fece rispondere dall’avvocato che “nulla doveva” ma poi fece la donazione all’ospedale. Alla domanda sul perche’ avesse scelto di non dare seguito al progetto, ovvero l’utilizzazione dell’attico di Bertone per raccolta fondi, Enoc ha risposto: “Non era nel mio stile fare fundraising facendo cene a casa di cardinali o di altre personalita’”.

L’ex presidente della Fondazione Bambino Gesu’, Giuseppe Profiti, come “autorita’ pubblica e’ incorso in un vizio di eccesso di potere”, “ha utilizzato male le sue potesta’ gestionali”, quindi pur agendo “apparentemente in conformita’ delle legge” non ha tenuto conto che “le scelte dovevano essere rispettose dei limiti interni” per “l’interesse pubblico” ma anche rispettose della “logica e dell’imparzialita’”. Cosi’ il Promotore di Giustizia aggiunto Roberto Zanotti ha motivato la richiesta di condanna per Profiti. Il fatto, ovvero la destinazione di 422mila euro della Fondazione per la ristrutturazione dell’appartamento del cardinale Tarcisio Bertone “non e’ in dubbio” e quindi il Promotore ha contestato le motivazioni della difesa, ovvero che quell’investimento serviva per l’attivita’ di raccolta fondi. L’appartamento – ha fatto notare il promotore – “non e’ mai stato utilizzato ne’ da Profiti ne’ dal nuovo presidente” per questi scopi.

 La sentenza nel processo in Vaticano che vede imputati Giuseppe Profiti e Massimo Spina, i due ex manager della Fondazione Bambino Gesu’ per peculato (distrazione di fondi per la ristrutturazione dell’appartamento del Segretario di Stato emerito, card. Tarcisio Bertone) potrebbe arrivare sabato 14 ottobre. Oggi il Presidente del Tribunale ha infatti fissato per il 14 l’udienza in cui verranno sentiti gli avvocati dei due imputati e le eventuali dichiarazioni spontanee degli stessi imputati. Dopo – e’ stato annunciato – si riunira’ la Camera di Consiglio e a seguire ci sara’ la lettura del dispositivo della sentenza.