SOS api: le quantità di insetticidi ritrovate nel miele potrebbero essere una grave minaccia per la loro salvaguardia

 

 

Recenti studi condotti in Svizzera e pubblicati sulla nota rivista scientifica Science hanno rivelato un aumento di insetticidi all’interno di campioni di miele provenienti da tutte le parti del mondo. La causa di ciò è l’elevata esposizione delle api (e di altri impollinatori) a queste pericolose sostanze chimiche note col nome di neonicotinoidi.

Questi insetticidi, provenienti dalla molecola di nicotina e introdotti come alternativa sicura al DDT, possono essere spruzzati sulle foglie oppure messi nel suolo in forma granulare. Una volta assorbiti dalle piante, nei cui tessuti si diffondono facilmente, possono essere trasmessi alle api che ne vengono a contatto.

I dati ottenuti dallo studio hanno destato notevole preoccupazione in quanto l’esposizione a polline e nettare contaminati può causare nelle api abbassamento dello stato nutrizionale, indebolimento delle difese immunitarie e difficoltà di apprendimento e memoria che ne potrebbero compromettere le loro attività. Inoltre, lo scorso giugno, un articolo pubblicato su Scienza ha riferito che i neonicotinoidi riducono le possibilità di sopravvivenza delle api nel corso dell’inverno e le rendono minacciose nei confronti dell’ape regina mettendo così a rischio la salute dell’intero alveare.

Una riduzione delle attività delle api potrebbe essere un grave danno per l’intero pianeta. Infatti, non solo esse sono produttrici di un prezioso alimento quale il miele, ma sono anche fondamentali nei processi di impollinazione e quindi di sviluppo di frutta e verdura.

Lo studio condotto in Svizzera è stato il primo tentativo di quantificare la presenza di neonicotinoidi nel miele su scala globale. Per compiere le loro analisi, i ricercatori svizzeri si sono forniti di numerosi campioni di miele provenienti da 198 paesi siti su sei continenti. Infatti, a partire dal 2012 Alex Aebi, coautore dello studio e biologo dell’Università di Neuchâtel in Svizzera, ha chiesto a colleghi ed amici di riportare da ogni viaggio un campione di miele.

L’86% dei campioni provenienti dall’America del Nord e il 57% di quelli provenienti dal Sud America sono risultati contaminati da neonicotinoidi. Perfino mieli provenienti da isole poste in mezzo al Pacifico hanno mostrato tracce di insetticida. Nel complesso circa il 75% del miele mondiale presentava livelli di insetticidi che dimostravano danneggiare le api. In ogni caso nessun campione conteneva concentrazioni potenzialmente pericolose per la salute umana.

Inoltre, nel 45 % dei campioni è stata ritrovata la presenza di ben due tipi di neonicotinoidi, e addirittura nel 10% ne sono stati ritrovati quattro o cinque tipi. Il sospetto è che le miscele di questi insetticidi possano avere effetti ancora peggiori rispetto a quelli provocati dai singoli tipi.

Edward Mitchell, autore principale dello studio e biologo dell’Università di Neuchâtel in Svizzera, in un’intervista rilasciata per Nature ha affermato: “Non è una sorpresa, in un certo senso, che troviamo neonicotinoidi nel miele. Chiunque avrebbe potuto immaginarlo. L’originalità sta nel protocollo utilizzato. Ora abbiamo una mappa della situazione mondiale”.

Il team impiegato nello studio ha invitato i governi a rendere disponibili maggiori dati sulle quantità di neonicotinoidi da utilizzare nell’agricoltura. A novembre l’Unione Europea dovrà decidere se bandire tre tipi di pesticidi appartenenti a questa classe, limitandone l’uso alle sole coltivazioni in serra.

Ancora una volta ci ritroviamo di fronte ad un’amara realtà. Le api costituiscono un importante patrimonio naturale. Esse, grazie al loro meticoloso lavoro di squadra, sono produttrici di sostanze dalle preziose potenzialità come il miele, la cera, il propoli e la pappa reale, ma soprattutto sono fondamentali nei processi di impollinazione e quindi di fecondazione delle piante alla base della produzione di frutta e semi. Un’ annientamento di questi insetti lavoratori potrebbe significare un grave danno per l’intero Pianeta.