Cesena, appello del Papa alla buona politica: “Voi politici non siate asserviti agli interessi personali. Rifiutate la corruzione”

Papa Francesco e’ arrivato a Cesena, per dare il via alla visita che, oltre alla citta’ romagnola, tocchera’ anche Bologna. Il Pontefice e’ atterrato in elicottero all’ippodromo, accolto dal vescovo Douglas Regattieri e da due bambini che gli hanno regalato un mazzo di fiori. La visita a Cesena prevede un saluto alla citta’ in piazza del Popolo, l’intitolazione di uno spazio cittadino a papa Pio VI, il cesenate Giovanni Angelico Braschi, nel terzo centenario della nascita, quindi l’incontro con la comunita’ diocesana nella cattedrale.

 Dai bambini delle parrocchie cittadine che hanno accolto il Papa al suo arrivo in elicottero all’ippodromo, fino a suor Imelde Assirelli, religiosa di 105 anni che non ha voluto perdersi, nella cattedrale di Cesena, la visita del Papa. Tutta la citta’ romagnola si e’ svegliata presto per accogliere il pontefice nelle sue due ore di permanenza in citta’ per incontrare le autorita’ e la comunita’ religiosa. Fra imponenti misure di sicurezza, i fedeli di Cesena e delle citta’ vicine hanno cominciato dalle 6 ad affollare gli spazi riservati alla visita. Tanti anche i volontari, delle varie associazioni e del movimento scout, impegnati fin da prima dell’alba per dare assistenza e informazioni.

APPELLO DEL PAPA ALLA BUONA POLITICA

Appello del Papa, da Cesena, per la “buona politica”, “non quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi”, “che non sia ne’ serva ne’ padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali”.

“Questa piazza, come tutte le altre piazze d’Italia, – ha detto il Papa durante il suo incontro con la cittadinanza in Piazza del Popolo a Cesena – richiama la necessita’, per la vita della comunita’, della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi. Una politica che non sia ne’ serva ne’ padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali – esse infatti non sono un pozzo senza fondo ma un tesoro donatoci da Dio perche’ lo usiamo con rispetto e intelligenza. Una politica – ha proseguito – che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull’interesse dell’intera cittadinanza”. “Questo e’ il volto autentico della politica e la sua ragion d’essere: un servizio inestimabile al bene all’intera collettivita’”, per questo la dottrina sociale della Chiesa la considera “una nobile forma di carita’” e per questo il Papa invita “i giovani e meno giovani a prepararsi adeguatamente e impegnarsi personalmente in questo campo, assumendo fin dall’inizio la prospettiva del bene comune e respingendo ogni anche minima forma di corruzione”. “Da questa piazza – ha detto ancora papa Bergoglio, dopo aver parlato della corruzione come tarlo e del politico che a volte e’ martire – vi invito a considerare la nobilta’ dell’agire politico in nome e a favore del popolo, che si riconosce in una storia e in valori condivisi e chiede tranquillita’ di vita e sviluppo ordinato. Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacita’ d’iniziativa, longanimita’, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un’impossibile perfezione. Le vicende umane e storiche e la complessita’ dei problemi non permettono di risolvere tutto e subito. Un sano realismo – ha aggiunto il Pontefice – sa che anche la migliore classe dirigente non puo’ risolvere in un baleno tutte le questioni. Per rendersene conto basta provare ad agire di persona invece di limitarsi a osservare e criticare dal balcone l’operato degli altri. Si trovera’ in tal modo la forza di assumersi le responsabilita’ che ci competono, comprendendo al tempo stesso che, pur con l’aiuto di Dio e la collaborazione degli uomini, accadra’ comunque di commettere degli sbagli”. “Cari fratelli e sorelle, questa citta’, come tutta la Romagna, e’ stata tradizionalmente terra di accese passioni politiche. Vorrei dire a voi e a tutti: riscoprite anche per l’oggi il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile e date il vostro contributo, pronti a far prevalere il bene del tutto su quello di una parte; pronti a riconoscere che ogni idea va verificata e rimodellata nel confronto con la realta’; pronti a riconoscere che e’ fondamentale avviare iniziative suscitando ampie collaborazioni piu’ che puntare all’occupazione dei posti. Siate esigenti con voi stessi e con gli altri, sapendo che l’impegno coscienzioso preceduto da un’idonea preparazione dara’ il suo frutto e fara’ crescere il bene e persino la felicita’ delle persone”. “La politica e’ sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all’aggressivita’ e alla pervasivita’ di altre forme di potere, come quella finanziaria e quella mediatica. Occorre rilanciare i diritti della buona politica”.

PAPA: NECESSARIO PATTO TRA ANZIANI E GIOVANI

Un invito dal Papa ad essere protagonisti e non spettatori della politica, e ai giovani ha detto: “Parlate con gli anziani, cosi’ diventerete rivoluzionari”.

 Papa Francesco ha dedicato grande attenzione, durante la sua breve visita a Cesena, ai malati e ai sofferenti. Dopo il suo intervento in piazza del Popolo si e’ infatti fermato a salutare alcuni bambini malati che lo aspettavano. Poi, in cattedrale, nella cappella della Madonna del popolo, ha incontrato e salutato un gruppo di persone malate. In cattedrale Francesco si e’ trattenuto per qualche istante a parlare con suor Imelde Assirelli, di 105 anni e con il decano dei preti cesenati, don Mario Lucchi, di 97 anni. Al termine del suo discorso in Cattedrale Francesco ha salutato, in Sacrestia, una famiglia appartenente alla Comunita’ Papa Giovanni che vive in episcopio.

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