Il punto sull’inchiesta Consip, indagati eccellenti e tanti filoni: coinvolti vertici dell’Arma, ministro e pm

Un’inchiesta complessa, dipanata in diversi filoni, ricca di colpi di scena, con indagati ‘eccellenti’ – ex premier, ministri, generali dell’Arma, imprenditori, giornalisti – e con investigatori e pm finiti a loro volta indagati. E’ l”affaire’ Consip, la centrale per gli acquisti della Pubblica amministrazione, che continua a scuotere politica e giustizia. Questi i principali temi. CORRUZIONE – Il primo filone dell’inchiesta, avviata dalla procura di Napoli (con i pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano, che si sono serviti dei carabinieri del Noe per le indagini) e poi approdata a Roma, riguarda la corruzione. Nel mirino dei pm l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, interessato agli appalti per la gara cosiddetta FM4 (Facility management), dall’importo complessivo di ben 2,7 miliardi di euro, definita la piu’ ricca d’Europa. Romeo – tenuto agli arresti per 5 mesi – e’ accusato di aver pagato tangenti per 100mila euro in 4 anni a Marco Gasparri, ex dipendente Consip, per avere ‘dritte’ sugli appalti. Proprio due giorni fa Gasparri, che ha ammesso di aver ricevuto i pagamenti, ha patteggiato una condanna ad un anno e 8 mesi di reclusione. Il processo per Romeo e’ in programma il prossimo 19 ottobre.

RIVELAZIONE SEGRETO D’UFFICIO – Altro filone e’ quello della rivelazione di segreto d’ufficio. Indagati il ministro dello Sport, Luca Lotti, il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette e il generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia. E’ stato l’ex amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, ad aver riferito ai magistrati che erano stati Lotti, Del Sette e Saltalamacchia a dirgli che era in corso un’indagine sulla sua societa’ e, sulla base di queste informazioni, Marroni ha fatto bonificare il suo ufficio dalle microspie messe dai carabinieri.

TRAFFICO D’INFLUENZE – Per traffico d’influenze si procede invece nei confronti di Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, del suo amico imprenditore Carlo Russo e dell’ex parlamentare e consulente di Romeo, Italo Bocchino. L’ipotesi dei magistrati e’ che Romeo avrebbe pagato Renzi senior e Russo perche’ facessero pressioni sui vertici Consip in modo da favorirlo negli appalti FM4. FALSO – Il pm Woodcock ed il maggiore del Noe Giuseppe Scafarto sono indagati per falso dalla procura di Roma. I due, e’ l’accusa, avrebbero falsificato l’informativa trasmessa agli inquirenti per accreditare un coinvolgimento di uomini dell’intelligence in attivita’ di spionaggio nei confronti dei carabinieri che indagavano su Romeo.

VIOLAZIONE DI SEGRETO ISTRUTTORIO – Contro Woodcock e Scafarto, inoltre, si procede anche per rivelazione di segreto. Il primo, e’ l’ipotesi accusatoria, avrebbe passato attraverso la conduttrice di ‘Chi l’ha visto?’, Federica Sciarelli (anche lei indagata), notizie sulle indagini al giornalista Marco Lillo del ‘Fatto’. Scafarto, invece, avrebbe tenuto aggiornati sulle indagini i suoi ex colleghi del Noe poi transitati all’Aise al seguito del colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo.