Diego Guida: “I libri sono una sfida per dare voce a Napoli e a tutto il Sud”

 

Diego Guida ha 55 anni, marito e padre di due figli, laureato in economia e commercio, è cresciuto a ‘pane e libri’. Infatti è stato precursore della vendita on line dei libri. Nipote di Mario e Giuseppe Guida, titolari della storica libreria  partenopea a Port’Alba, è stato assessore con il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ed è consigliere nazionale dell’Associazione italiana editori (Aie), sempre con Confindustria, membro della Commissione cultura, presieduta da Antonio Calabrò. Ceo di Guida Editori srl, e fondatore di spazio Guida di via Bisignano, un rifugio per gli amanti dei salotti letterari. Docente universitario a contratto, giornalista pubblicista e collaboratore di diverse testate giornalistiche. Provibero dal 2015 dell’Unione industriali di Napoli, e presidente eletto della sezione di Napoli UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti). Presidente nazionale 2017-2019 del gruppo Piccoli Editori dell’AIE (Associazione Italiana Editori) aderente a Confindustria, primo meridionale a rivestire tale incarico, e vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Editori di Confindustria. Nominato lo scorso luglio dalla ‘Conferenza dei rapporti tra lo Stato e le Regioni’ rappresentante esperto in seno all’Osservatorio nazionale del libro e della lettura con decreto del Mibact, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali.

 

Chi è Diego Guida?

Diego Guida è un editore di terza generazione, direi, senz’altro che posso definirmi come un editore “puro e indipendente”: puro perché mi occupo a tempo pieno di editoria, di libri e di promozione della lettura, indipendente perché la casa editrice Guida non appartiene a nessun gruppo industriale con interessi diversi dalla pubblicazione di libri.

Quanto complesso è oggi fare l’editore in Italia e soprattutto in Campania?

Essere editore in Italia e a maggior ragione al sud è quasi come essere un “missionario”: tantissimo impegno e risultati difficili da raggiungersi. Si pensi che in Italia non esiste una vera e propria legislazione che favorisca la lettura e la promozione del libro, ogni iniziativa è lasciata al privato, all’imprenditore che si “ostina” a voler pubblicare libri e diffondere cultura per la libera circolazione delle idee. Seppur è vero che la ricchezza di un Paese si misura dalla ricchezza culturale dei cittadini e, che se è vero come è vero, che la crescita culturale corrisponde alla crescita sociale ed economica di un Paese,  direi che non viviamo in un momento facile per un editore.

Da presidente nazionale del gruppo Piccoli Editori dell’AIE (Associazione Italiana Editori), quali sono i primi obiettivi da raggiungere?

Uno dei miei primi obiettivo che mi sono posto è quello di riportare attenzione culturale verso la aree del centro e del sud d’Italia. La nostra associazione è una delle più antiche, nel prossimo anno 2019 festeggerà i 150 anni di vita e solo oggi il Gruppo Piccoli editori, che conta il maggior numero di editori in un’Italia editorialmente concentrata nelle mani di 3 / 4 gruppi industriali, riesce ad essere rappresentato da un editore del sud. Dopo la mia elezione avvenuta lo scorso 28 luglio, sono stato eletto anche vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Editori di Confindustria rappresentata dal presidente nazionale Riccardo Levi, ho avviato le procedure perché il Gruppo si riunisca presso la sede di Roma, che abbia insomma una rappresentanza viva non solo in Lombardia dove risiedono i grandi editori. E poi è a Roma che hanno sede le Istituzioni con cui l’Associazione deve dialogare perché si concretizzino azioni legislative a favore della lettura.

Finalmente il Salone del Libro a Napoli. Ci racconta tutte le novità.

In qualità di presidente nazionale del Gruppo Piccoli editori AIE ho la responsabilità della Fiera del libro di Roma giunta quest’anno alla 16esima edizione. Il primo atto è stato quello di confermare ‘Più Libri Più Liberi’ questo il nome della Fiera, nelle date dal 6 al 10 dicembre ma con una grossa novità: saremo ospitati per la prima volta presso la  Nuvola di Fuksas, la avveniristica struttura congressuale di Roma Eur che aprirà al pubblico proprio per PLPL. Esportare l’idea di una fiera/salone anche a Napoli con la collaborazione della associazione, con i contatti internazionali per poter ospitare autori di successo e per poter scambiare esperienze e diritti di libri con altri editori, sarà per Napoli e per noi editori del Sud una grossa opportunità. In squadra organizzativa abbiamo già tantissimi amici e professionisti che supporteranno l’iniziativa per la quel cosa ci aspettiamo anche un concreto segnale dalle istituzioni locali: l’assessore Nino Daniele ci ha già impegnato una consistente quota della tassa di soggiorno incassata dal Comune di Napoli, ad esempio. I primi nomi?  Maurizio De Giovanni in qualità di direttore scientifico, Francesco Durante quale direttore editoriale, tanto per citare i primi intellettuali che ci sono vicini, ma non vanno dimenticate le collaborazioni già concrete offerte dall’Università Federico II, dall’Istituto di Storia Patria, dalla Biblioteca Nazionale, dalla BCC Napoli, dall’università Suor Orsola Benincasa, da Legambiente, dalla Compagnia delle Opere, dall’Unione Industriali di Napoli, da Confindustria Campania, dall’Associazione Vivo a Napoli, da A Voce Alta, dalle scuole…ecc.

Come si combatte la fuga dei cervelli dalla Campania 

Innanzitutto dimostrando con i fatti che il nostro territorio è vivo e vivace, che c’è tanto da fare per crescere e per investire: il mercato del libro in Campania vale solo il 4% dell’intero mercato nazionale che raggiunge circa 4 miliardi di euro, troppo poco soprattutto se raffrontato al mercato lombardo pari al 22% ed a quello del centro Italia che raggiunge  il 16%.

Il segreto del suo successo.

Successo? Personalmente non credo mai di aver raggiunto un traguardo definitivo, sarebbe riduttivo e sarebbe l’anticamera della pensione. Sono molto soddisfatto di questi risultati, di quanto la crisi degli ultimi anni abbia aperto nuove opportunità, diversi modo di lavorare, questo certamente, forse questa è la chiave del successo: essere in grado si seguire le modifiche del mercato ed adeguare la produzione alle nuove e diverse esigenze del lettori.

Un messaggio per i giovani

Non mollare mai, credere nei propri progetti, anche nei sogni: nulla è impossibile, ma solo se si crede davvero in un’idea!

Foto: Riccardo Siano