Berlusconi e Salvini guardano al governo ma litigano ‘a distanza’ sulla premiership

Ancora sfida serrata a distanza tra Forza Italia e Lega Nord sul nodo della premiership del centrodestra. Silvio Berlusconi, dalla kermesse organizzata da Antonio Tajani, dice di “rispettare la Lega”. Ma chiude la porta a ogni discussione sul candidato premier.

“Il centrodestra l’abbiamo fatto noi e abbiamo sempre avuto il leader per realizzare il programma. Siamo noi – ha puntualizzato – che abbiamo portato al governo forze che erano sempre state escluse”. E se il messaggio alla Lega non fosse ancora abbastanza chiaro, aggiunge: “in Europa vincono solo candidati popolari, quelli ‘ribellisti’ mai”.

Secca la replica di Matteo Salvini, oggi sul pratone di Pontida. “Berlusconi ha detto ‘il centrodestra sono io’. In democrazia – incalza il leader lumbard – sono i cittadini che decidono chi fa cosa”. E arriva a lanciare una sorta di ultimatum programmatico, chiedendo agli alleati chiarezza sull’Europa. “Quella – ammonisce – e’ l’ultima chance che diamo oppure ‘padroni a casa nostra’”. Anche l’annoso dibattito sulle eventuali primarie da tenere all’interno della coalizione non fa registrare passi avanti. Com’e’ noto Salvini chiede consultazioni all’americana, “non tra passanti come quelle del Pd”, ma con il coinvolgimento di iscritti, militanti, elettori registrati di centrodestra.

Dello stesso avviso Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che su SkyTg24 chiede “un metodo di selezione che parta dal basso”. Per poi aggiungere che, in tal caso, Antonio Tajani non avrebbe grandi chance, visto che, osserva sarcastica, “e’ rimasto sostanzialmente l’unico in Europa a difendere questa Unione europea. Oggi – ironizza – neanche Juncker forse la difende”. Tirato in ballo ormai da tempo, il Presidente del Parlamento europeo, lungo tutti e tre giorni della sua manifestazione, ripete sino allo sfinimento che lui sta bene dove sta. Quindi ribadisce che al centrodestra “non servono primarie”. “Il leader, visto che si nasce leader, ce l’abbiamo gia’, e si chiama Silvio Berlusconi”, ricorda ai circa 1400 militanti azzurri accorsi con entusiasmo al Grand Hotel Palazzo della Fonte. Accantonata la questione leadership, Berlusconi ha comunque allentato la presa sul suo alleato tradizionale. “Come avete visto la Lega ha cambiato opinione sulla moneta, non si puo’ uscire dall’euro. Anche questo problema con Salvini sta andando a posto”. Luci, secondo il Cavaliere, si vedono anche sul programma comune e cita la flat tax sulla quale, assicura, “siamo vicinissimi”. Una vicinanza che Salvini non contesta visto che a breve giro di posta annuncia: “Sono pronto ad andare al governo e non vedo l’ora che ci facciano votare”. Quella davanti alla Lega, e di conseguenza a tutto il centrodestra, “e’ una lunga marcia ma, se sei onesto e hai ragione, alla fine vinci. Quindi”, ha aggiunto il leader leghista con una precisa collocazione geografica, “l’anno prossimo ci sara’ una Pontida di governo”.