Papa: no a cattolici che si sentono perfetti e disprezzano gli altri. La Chiesa è un popolo di peccatori che sperimenta la misericordia

Papa Francesco ha tenuto stamane l’udienza generale nell’Aula Paolo VI sviluppando la sua catechesi sul tema: “Il perdono divino, motore di speranza”.

All’inizio è stato letto questo brano del Vangelo di Luca (Lc 7, 44.47-50).

“Volgendosi verso la donna, Gesù disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: “I tuoi peccati sono perdonati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”.

Come gli scribi che si sentivano scandalizzati dalle parole di perdono e misericordia di Gesu’ per i peccatori e per gli esclusi, anche oggi ci sono “quelli che si credono perfetti: io penso a tanti cattolici che si credono perfetti e disprezzano gli altri. E’ triste questo”. Ha aggiunto queste parole ‘a braccio’, Papa Francesco, nella sua catechesi all’udienza generale, dedicata oggi al “Perdono divino, motore della speranza”.

“Gesu’ condivide il dolore umano – ha spiegato il Papa -, e quando lo incrocia, dal suo intimo prorompe quell’atteggiamento che caratterizza il cristianesimo: la misericordia. Gesu’ prova compassione”. “E’ per questo – ha sottolineato Bergoglio – che Gesu’ spalanca le braccia ai peccatori. Quanta gente perdura anche oggi in una vita sbagliata perche’ non trova nessuno disponibile a guardarlo o guardarla in modo diverso, con gli occhi, meglio, con il cuore di Dio, cioe’ con speranza. Gesu’ invece vede una possibilita’ di risurrezione anche in chi ha accumulato tante scelte sbagliate”. “La Chiesa e’ un popolo di peccatori che sperimentano la misericordia e il perdono di Dio”, ha rimarcato il pontefice.

Gesu’, ha spiegato Francesco, “non va in croce perche’ sana i malati, perche’ predica la carita’, perche’ proclama le beatitudini. Il Figlio di Dio va in croce soprattutto perche’ perdona i peccati, perche’ vuole la liberazione totale, definitiva del cuore dell’uomo. Perche’ non accetta che l’essere umano consumi tutta la sua esistenza con questo ‘tatuaggio’ incancellabile, con il pensiero di non poter essere accolto dal cuore misericordioso di Dio”.

“Cosi’ i peccatori sono perdonati – ha proseguito -. Non solamente vengono rasserenati a livello psicologico, perche’ liberati dal senso di colpa. Gesu’ fa molto di piu’: offre alle persone che hanno sbagliato la speranza di una vita nuova, una vita segnata dall’amore”.

Il Papa ha ricordato Matteo il pubblicano che “diventa apostolo di Cristo”, quindi Zaccheo, “ricco corrotto di Gerico” – “questo aveva sicuramente una laurea in tangenti”, ha detto ‘a braccio’ -, che “si trasforma in un benefattore dei poveri”.

“Ci fa bene pensare che Dio non ha scelto come primo impasto per formare la sua Chiesa le persone che non sbagliavano mai”, ha continuato.

“Siamo tutti poveri peccatori, bisognosi della misericordia di Dio che ha la forza di trasformarci e ridarci speranza, ogni giorno. E alla gente che ha capito questa verita’ basilare, Dio regala la missione piu’ bella del mondo, vale a dire l’amore per i fratelli e le sorelle, e l’annuncio di una misericordia che Lui non nega a nessuno”, ha avvertito il Papa. “E questa e’ la nostra speranza – ha concluso -. Andiamo avanti con questa fiducia nel perdono e nell’amore di Gesu'”.

 

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