Papa Francesco: “La Chiesa e’ viva se non insegue i poteri mondani”

Il Concilio Vaticano II e la riforma liturgica ad esso legata non sono eventi “fioriti improvvisamente” ma sono stati “a lungo preparati. Lo testimonia quello che fu chiamato movimento liturgico, e le risposte date dai Sommi Pontefici ai disagi percepiti nella preghiera ecclesiale; quando si avverte un bisogno, anche se non e’ immediata la soluzione, c’e’ la necessita’ di mettersi in moto”. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i partecipanti alla Settimana Liturgica Nazionale.

“La riforma liturgica e’ irreversibile”, ha sottolineato Bergoglio, spiegando che ancora oggi “c’e’ ancora lavorare in questa direzione, in particolare riscoprendo i motivi delle decisioni compiute con la riforma liturgica, superando letture infondate e superficiali, ricezioni parziali e prassi che la sfigurano. Non si tratta di ripensare la riforma rivedendone le scelte, quanto di conoscerne meglio le ragioni sottese, anche tramite la documentazione storica, come di interiorizzarne i principi ispiratori e di osservare la disciplina che la regola. Dopo questo magistero e lungo cammino possiamo affermare con sicurezza e autorita’ magisteriale che la riforma liturgica e’ irreversibile”.

 “L’applicazione pratica, guidata dalle Conferenze Episcopali per i rispettivi Paesi, e’ ancora in atto – ha aggiunto il Papa -, poiche’ non basta riformare i libri liturgici per rinnovare la mentalita’. I libri riformati a norma dei decreti del Vaticano II hanno innestato un processo che richiede tempo, ricezione fedele, obbedienza pratica, sapiente attuazione celebrativa da parte, prima, dei ministri ordinati, ma anche degli altri ministri, dei cantori e di tutti coloro che partecipano alla liturgia”

“La Chiesa e’ davvero viva se, formando un solo essere vivente con Cristo, e’ portatrice di vita, e’ materna, e’ missionaria, esce incontro al prossimo, sollecita di servire senza inseguire poteri mondani che la rendono sterile”, ha concluso Papa Francesco.