Matteo Renzi: “Ho visto leccaculo professionisti scendere dal carro”

“Li ho visti i leccaculo professionisti, potrei tenere un corso per riconoscerli. Non lo immaginavo, ma la discesa dal carro e’ un momento spassoso: quelli che prima ti adulavano, smettono di salutarti. Ma e’ un gioco, e io sto al gioco”. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, durante il tour di presentazione del suo ultimo libro, Avanti, parla del prima e del dopo essere stato premier, e soprattutto dell’impatto che questo passaggio ha avuto sulla sua famiglia, nell’intervista di Silvia Nucini per Vanity Fair. 

Parlando del suo rientro a casa, Renzi sottolinea il merito della moglie: “E’ stata molto brava Agnese, quando ha deciso che loro non sarebbero venuti a Roma. Io, all’inizio, non ero d’accordo, ma con il senno di poi le do ragione. Stare a Pontassieve ha consentito ai miei figli di vivere una vita normale. E avere, al massimo, solo qualche compagno che li prendeva in giro per il referendum o per la mia pronuncia inglese, ma niente di piu'”.

L’ex premier spiega come ha dovuto riprendere il rapporto con i figli: “Per esempio il fatto che io tornassi a casa e mi mettessi a loro disposizione per giocare alla playstation o fare solo cose divertenti. Agnese sosteneva che non fosse un atteggiamento educativo. Diceva: non e’ che io sto sei giorni qui a spaccarmi la schiena, e poi arrivi tu e fai lo splendido. Pero’ ci sono stati anche momenti spiacevoli per me, per esempio quando i miei figli non mi volevano alle loro partite perche’ avevo 10 persone di scorta. Adesso che sono piu’ spesso a casa faccio le cose normali che fanno tutti i papa’, tipo mettere la sveglia alle 3 di notte per andare a prendere mio figlio dopo una festa. E non sentire la sveglia…”.

 “Qualche settimana fa, – afferma Renzi – mio padre si e’ operato al cuore e l’ho visto sul lettino in ospedale, ho pensato fosse colpa mia. C’era mia madre con me e mi e’ sembrato di vedere nel suo sguardo lo stesso mio dubbio. Mi sono venute le lacrime agli occhi, ma le ho trattenute, e nessuno si e’ accorto di nulla”.  “Detto questo – aggiunge il segretario Pd – penso che il procedimento contro mio padre sara’ archiviato anche stavolta: non c’e’ nulla di nulla, se non il cognome che porta. Ma saranno i giudici a decidere, io intanto aspetto di sapere i nomi di chi ha falsificato le prove contro l’allora premier. Nessuno ne parla, ma a livello istituzionale questo fatto e’ di una gravita’ inaudita”.