Giovanni Toti: “Serve una costituente di centrodestra. Non credo Angelino Alfano sia portatore di voti”

Classe politica troppo concentrata su temi come “la legge elettorale, le alleanze locali, le alchimie partitiche” mentre quello che urge sono “le ricette per un Paese in cui si vede un orizzonte migliore rispetto agli ultimi anni, ma in cui moltissimo va ancora fatto”. Per questo Giovanni Toti (Fi), presidente della Liguria, spiega al Corriere della Sera che che occorre partire dalla ricerca dell’unita’ sulle cose da fare e su un programma di governo che non sia “solo un lifting delle ricette passate”, magari con una “assemblea generale, o una costituente, o con stati generali del centrodestra” che consolidino la coalizione. “Vedo con piacere che adesso in tanti prendono in considerazione anche l’ipotesi che alle elezioni, se come e’ possibile restera’ questa legge elettorale, ci si presenti con una lista unica del centrodestra. Anche Berlusconi, con cui ho appena parlato, mi pare abbia aperto una riflessione sul tema: ne sono lieto, e’ la linea che ho sempre considerato come la migliore possibile”, dice. “I centristi al loro interno hanno posizioni differenti: c’e’ chi giudica gli anni di governo con Renzi e Gentiloni come una extrema ratio, ha lasciato anche posti di potere, ha contribuito a costruire alleanze sul territorio con il centrodestra e chi invece vede nella formula di centrosinistra un’offerta coerente per gli elettori, non un accidente della storia. Con i primi – Costa, Lupi – e’ un dovere recuperare l’unita’, con i secondi, come gli amici Lorenzin e Cicchitto, mi pare difficile…”. “Alfano ha avuto rapporti altalenanti con Renzi, ma adesso sia chiaro rispetto agli impegni futuri”, dice a proposito anche delle elezioni in Sicilia. “Non credo sinceramente che con le sue posizioni sia portatore di un particolare consenso per il centrodestra, ma in ogni caso sarebbe inaccettabile che FI, Lega, FdI non esprimessero nell’isola un proprio candidato. Anzi, e’ ora che FI, se ritiene di avere l’uomo giusto per vincere, lo tiri fuori”. Musumeci “e’ persona capace, onesta, rispettabile, coerente, ma anche lui – se emergesse una figura piu’ unificante – dovrebbe essere disponibile a mettersi in discussione”.