Codice antimafia in arrivo, paletti sui sequestri: riscritte regole prevenzione con pene per corrotti e corruttori

E’ in dirittura d’arrivo il via libera al ‘nuovo’ codice antimafia che, tra i principali interventi, riscrive le regole delle misure di prevenzione con pene per corrotti e corruttori a patto che siano uniti da un vincolo associativo. Il provvedimento introduce una nuova disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, ed inserisce tra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di prestare assistenza agli associati di organizzazioni mafiose e gli indiziati di reati contro la P.A. E’ stata estesa la previsione del reato agli indiziati di delitti con finalita’ di terrorismo e ai soggetti coinvolti nei reati di stalking. Cambia, poi, la disciplina in tema di amministrazione, gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati e quella relativa alla tutela dei terzi e ai rapporti con le procedure concorsuali, insieme ad interventi sull’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. Novita’ per quanto riguarda anche la disciplina delle incompatibilita’ relative agli amministratori giudiziari e ai curatori fallimentari e per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate. Norme, queste ultime, rese di particolare attualita’ dopo il caso scoppiato in Sicilia e che ha visto tra i protagonisti il magistrato Silvana Saguto, ex presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Emendamenti dei relatori hanno circoscritto l’ambito di applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche o di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (escluso il peculato d’uso).