Ti senti mai come se il mondo ti crollasse addosso? Ecco cosa fare…

 

A volte lo fa per davvero, con una tale brutalità che sembra quasi impensabile restare a galla. In qualsiasi modo avvenga tutto ciò, anche solo con un piccolo dispiacere, una cosa è certa: fa male da morire!

Ma come si fa a gestire le emozioni negative quando non abbiamo voglia e forza, quando tutto sembra irrimediabilmente perduto? Come si fa a ritrovare pace e serenità quando sembra che non ci sia nemmeno uno spiraglio di luce? Come possiamo cercare una prospettiva diversa con cui approcciarci alla sofferenza, un’opportunità nuova per ritrovare grinta, sbloccarci e ri-partire? Come possiamo ricercare la felicità o anche soltanto un piccolo stato di benessere quando siamo circondati o immersi in situazioni tensive e stressanti?

Nel mondo c’è sofferenza e noi dobbiamo prenderne atto!  Non si può evitare o negarla si deve accogliere e attraversarla e lavorare su se stessi per essere sempre più forti delle negatività.

Ma cosa accade quando entriamo in contatto con un evento negativo o con un’ emozione forte?

Succede che il nostro stato energetico precipita in uno livello basso e tutte le nostre emozioni si allineano e parlano la stessa lingua di quel livello energetico che stiamo sperimentando, e quindi proviamo tristezza, frustrazione, senso di colpa, depressione ovvero condizioni psicologiche sfavorevoli.

Questo perché? Perché quando siano giù di tono, non possiamo farlo risalire risolvendo il problema oggettivo che si è presentato, ma dobbiamo cercare di prendere fiato, entrare in contatto con noi stessi e capire ciò che ci sta accadendo dentro. Capire cosa realmente ci affligge, e viene fuori attraverso un problema concreto come un preoccupazione di lavoro.

Soltanto dopo aver preso consapevolezza e aver provato com-passione  verso noi stessi (dal latino cum patior – soffro con) e verso il nostro vissuto di sofferenza possiamo arrivare alla vera soluzione.

Partiamo da un presupposto: i dispiaceri della vita hanno una funzione semplice, ci dicono che siamo persone sensibili agli eventi, che abbiamo la porta del cuore aperta.

Ma come si fa a superarli e soprattutto a far risalire il nostro livello energetico?

Ci sono mille modi differenti, ad esempio alzando il telefono e sentendo una persona con la quale andiamo molto d’accordo (una conversazione con chi ci vuole bene ed ha un livello energetico migliore del nostro crea una vera osmosi di energie e ci fa risalire immediatamente dal pozzo nero nel quale eravamo caduti).

Per  risolvere i piccoli e grandi dilemmi della vita è necessario uno stato energetico elevato e propositivo che si crea compiendo azioni pratiche che ci danno sollievo e benessere.

Quando siamo giù di tono non possiamo risolvere un bel nulla!

Per capire ciò, basta pensare concretamente alle condizioni di Luce e Buio’. Noi sappiamo che c’è il buio. Possiamo eliminarlo? Certamente No!

Però per togliere il buio che sentiamo dentro occorre aumentare la luce!

Dobbiamo lavorare e concentrarci sulla nostra Luce! Piuttosto che pensare ai soliti trip mentali, che conosciamo benissimo, pensiamo a come far in modo di ritrovare la nostra condizione energetica migliore. Anche solo pronunciare o ascoltare una frase o una canzone allegra produce un circolo di energia positiva.

Quindi ritornando al nostro quesito “E’ possibile eliminare ansie e paure?”. Si, se si pensa a loro in termini di energie basse risvegliate da qualche evento interno come pensieri o esterno come complicazioni lavorative o insorgere di malattie.

Basta alimentarsi di incontri e situazioni che risvegliano condizioni emozionali positive, una semplice passeggiata immersi nella natura per esempio, ha un effetto positivo immediato e tangibile.

Se ciò no basta, potrebbe essere utile rivolgersi ad esperti della salute mentale che danno una mano a capire la natura dei blocchi emotivi e a connetterli a situazioni che si sono create in un determinato momento della nostra “time line” e ci hanno segnato.

Ovviamente la parte più faticosa è lo sforzo di alzarsi dalla poltrona, dal divano e cominciare.

Questo è il vero ostacolo: smettere di piangersi addosso e attivarsi a fare qualcosa di buono e diverso per se stessi.

Il nostro benessere psico-fisico è una scelta! E’ un modus vivendi!

Esercizio pratico: “Scelgo di fare il meglio per me stesso! So che c’è questa parte scura dentro me, l’ho notata, la conosco benissimo, probabilmente è lì da tanto tempo ed io mi sono persino affezionato a questo lato di me, però Oggi decido di non ascoltarlo, comincio a fare cose che non ho mai fatto prima!”.

Cambiare la nostra routine è fondamentale: la mattina, per esempio, quando scendete dal letto provate a metter per prima a terra il piede opposto a quello che appoggiate solitamente.

Nulla è per sempre! La condizione negativa che ci affligge non durerà per sempre, prima o poi verrà fuori naturalmente un bisogno diverso e vitale.