Legge elettorale, Mario Segni: “Si torna indietro di 30 anni e si da’ solo potere ai partiti”

Da ‘padre’ del maggioritario Mario Segni si sente deluso per il ritorno al proporzionale: “L’Italia ha bisogno di maggioritario e presidenzialismo – dice al Corriere della Sera -. Stiamo dando al malato la cura opposta, il proporzionale puro. Non siamo di fronte ad un cambiamento di strada quanto ad una vera e propria inversione di rotta. Si torna indietro di trent’anni. Sono esterrefatto”. Secondo Segni, “si corre il rischio di andare verso una crisi di governabilita’.

Verranno travolti anche i sindaci e i governatori eletti“, e “se dopo le elezioni Renzi e Berlusconi non hanno i numeri per fare una maggioranza, che cosa succede?”. Rimarca “uno scenario di grande difficolta’ ed incertezza. Se anche nascera’ un governo, ben difficilmente avra’ la forza di affrontare le sfide che ha di fronte il Paese. A partire dalla necessita’ di varare una manovra economica di sacrifici”. Come spiega la convergenza di ben quattro partiti sul modello tedesco?

“Mi pare – risponde – che tutti vogliano prendersi una fetta di potere. Peraltro, la legge che sta per essere varata concede il massimo potere ai capi dei partiti di mandare in Parlamento chi vogliono”. E non la stupisce che anche M5s abbia dato il via libera? “Non mi pare che abbiano mai avuto una posizione chiara e coerente su un sistema elettorale. Ci stanno anche loro perche’ vogliono andare alle elezioni subito”, conclude.