Ballottaggi, Dario Franceschini: “Si è logorato i rapporto con il Paese, così lo consegniamo a Beppe Grillo”

“Quando perdi vuol dire che si e’ rotto qualcosa con il tuo elettorato, con il Paese, e devi capire cosa. Devi ricucire. I numeri di questa tornata amministrativa purtroppo parlano chiaro”. Lo dice in un’intervista a Repubblica Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali ed ex segretario del Partito Democratico. “Non ci troviamo solo di fronte a una sconfitta politica del centrosinistra, ma a un bivio”, sottolinea. “Che riguarda non solo noi, il Pd, il nostro campo, ma i destini del Paese nei prossimi anni. E su questo punto nel Partito democratico si deve aprire un confronto franco, senza ambiguita’. La via da intraprendere non puo’ essere che quella della ricomposizione del centrosinistra”. Il dato che emerge dai risultati elettorali, spiega, “e’ che il centrosinistra perde principalmente perche’ il suo elettorato ha imboccato la strada dell’astensione”. “Il populismo e’ entrato trasversalmente e prepotentemente negli schieramenti politici, tutti. E noi stiamo perdendo contatto con i ceti sociali che sono stati da sempre la base del nostro consenso. Ecco, tutto questo impone una riflessione in tutta chiarezza”. “Abbiamo alle spalle le scissioni, i contrasti, le polemiche, questo ha influito, certo. Ma non puo’ trasformarsi in un alibi”. “Io non do’ nessuna giustificazione a chi ha deciso di uscire dal partito. Capisco bene che ricomporre un campo attraversato da lacerazioni sia molto difficile. Pero’ chi guida il Pd deve lavorarci, deve fare uno sforzo di ricomposizione”, sottolinea. “Il Pd e’ nato per unire, per superare le divisioni. Torniamo alla nostra missione originaria. Non regaliamo il Paese a Grillo o alla destra”. “In un sistema tripolare, con tre aree che si aggirano attorno al 30 per cento, comunque una scelta di coalizione dopo le elezioni bisognera’ farla. Allora forse e’ il caso di farla prima, quella scelta, anche per chiarezza verso gli elettori”, rimarca.