Raffaele Cantone: “Regolare le lobby contro la corruzione”

“Quando si parla di corruzione, non ci si puo’ non soffermare sul fatto che l’Italia non ha ancora affrontato il tema, necessario, della regolamentazione delle lobby. Come in tutte le democrazie i portatori di interessi manifestano i loro obiettivi, e devono poterlo fare in modo legittimo e trasparente. Questo nel nostro Paese ancora non avviene”. Lo afferma Raffaele Cantone, capo dell’Autorita’ anticorruzione, in un’intervista che oggi apre il quotidiano Il Mattino.

Per questo, prosegue, “e’ indispensabile lavorare in tre direzioni: serve una repressione che funzioni meglio, e dunque indagini penali piu’ efficaci e sentenze in tempi ragionevoli; occorre altresi’ puntare molto sulla prevenzione e sull’educazione”. “Sulla vicenda specifica non mi esprimo”, dice sull’inchiesta di Trapani, “tuttavia il punto e’ sempre che le modalita’ rischiano di non apparire corrette e di dare l’impressione che il rapporto personale sia condizionato da logiche di tipo economico. Viceversa se tali attivita’ vengono alla luce, paradossalmente anche un regalo puo’ essere giustificato e uscire dalla sfera della corruzione”. “Sarebbe opportuna una legge ma basterebbe anche che ogni ministero o ente pubblico stabilisse criteri trasparenti e certi per regolamentare i rapporti con le lobby”, spiega Cantone. Sul sistema dell’accoglienza degli immigrati, “non si puo’ piu’ pensare di gestire un fenomeno ormai strutturale con la logica dell’emergenza, che consente di aggirare le regole e creare situazioni di monopolio. Bisogna avere il coraggio di dire che vanno accesi i riflettori anche sul sistema del no profit, senza scandalizzarsi, perche’ dove ci sono grossi flussi di denaro e’ bene tenere sempre alta l’attenzione”. Per le intercettazioni, pensare di non utilizzarle per le inchieste sulla corruzione “significherebbe precludersi la possibilita’ di indagare”, dice Cantone. “Quanto agli strumenti come i virus informatici, rinunciare a priori ad essi significa non tenere conto delle conquiste della scienza. Si tratta in realta’ solo di una nuova forma di intercettazioni ambientali”.