Papillomavirus (HPV) causa tumori anche nell’uomo: molti genitori non lo sanno

Ne sanno poco sul Papillomavirus (HPV) e lamentano la mancanza di informazioni disponibili. Su 10 genitori di adolescenti italiani, 9 sanno che alcuni ceppi di questo virus sono responsabili del tumore al collo dell’utero, ma solo uno su due sa che provoca tumori anche nell’uomo. E quasi la metà afferma che le informazioni al riguardo sono poche e poco chiare (49%).

A far luce sulle conoscenze in merito a questo virus molto diffuso ma che può rivelarsi letale, è la nuova ricerca del Censis “Chi ha paura del Papillomavirus? Com’è cambiato l’atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-HPV”, presentata oggi a Roma, a sei anni di distanza da un precedente studio sul tema.

Dal rapporto, realizzato col contributo non condizionante di MSD Italia, emerge che l’85% dei genitori afferma di sapere cosa sia questo virus che si contrae attraverso rapporti sessuali non protetti, ma tra i papà la quota si abbassa al 76%.

L’87% dei genitori sa che alcuni ceppi sono responsabili del tumore al collo dell’utero, ma spesso si ritiene che colpisca esclusivamente le donne: solo il 47% sa che può essere responsabile di tumori che riguardano anche l’uomo, come quello al pene o all’ano. E solo il 34% delle mamme è consapevole che l’HPV può causare i condilomi genitali, numero in calo rispetto al 2011, quando erano il 43,5%.

Sempre più rilevante è il ruolo dei media nell’informazione: il 39% dei genitori si è informato sull’HPV dal medico, il 44% attraverso i media tradizionali, il 31% sul web, il 26% da familiari e amici, il 22% attraverso le Asl.

In generale lamentano informazioni poco chiare ma il 32% dei genitori è favorevole alla vaccinazione perché protegge dal tumore e l’88% è favorevole all’estensione della vaccinazione gratuita anche ai maschi di 12 anni. Tuttavia anche in questo caso pesa il clima culturale ‘anti-vaccini’. Al 34% delle mamme di femmine, infatti, la vaccinazione è stata espressamente sconsigliata (anche da sanitari): la quota è aumentata rispetto al 2011, quando era il 25,6%.