Legge elettorale, verso testo base: ok Italicum a Senato

In Parlamento cresce l’asse a favore dell’Italicum corretto: Forza Italia apre infatti alla legge riscritta dalla Consulta trovando la sponda di M5S e anche degli ex-Democratici di Mdp, e che piace ai partiti più piccoli. E così non è escluso che oggi sul tavolo della commissione Affari costituzionali della Camera possa arrivare il testo base, anche se all’appello manca il Pd, unico partito a non aver ancora ufficializzato una posizione e che solo oggi incontrerà il presidente della commissione e relatore alla proposta di legge, Andrea Mazziotti.

I Democratici hanno scelto di prendere tempo, spiazzati dalla scelta degli azzurri che sembravano pronti a un’intesa sul sistema tedesco, caldeggiato in particolare dal capogruppo al Senato di Fi Paolo Romani, e che, invece, hanno virato appunto sull’Italicum. Una decisione, quella di Forza Italia, che ha generato tensioni all’interno del partito di Berlusconi e che sarebbe stata condivisa però dai vertici azzurri, convinti che altrimenti al Nord, a causa del mix tra collegi uninominali e proporzionale, la Lega avrebbe giocato la parte del leone. Si tratta, osserva però Romani, di un “cambio di linea”, che deve essere confermato da una decisione della commissione elettorale del partito convocata per oggi.

“Non vogliamo nessun sistema maggioritario – è però la replica del collega di partito e capogruppo alla Camera Renato Brunetta -, tanto meno sotto mentite spoglie come quello che circola in queste ore alla Camera. È un imbroglio”.

Il Pd pur non rinunciando al sistema tedesco sceglie di tenere tutte le porte aperte, secondo quanto riferiscono parlamentari renziani. Almeno in questa prima fase dei lavori in commissione, infatti, anche una versione dell’Italicum rivisto potrebbe andare bene, nonostante la soglia troppo bassa del 3% che da sempre non piace ai Dem. D’altro canto, anche il via libera arrivato dal partito del Cavaliere si basa sul convincimento che questa mossa consentirebbe di sbloccare l’avvio della discussione in commissione: un primo passo che darebbe la possibilità di parlamentarizzare il dibattito.

Spazio poi a ulteriori modifiche e ripensamenti ve ne sarebbe a sufficienza nel corso dei vari passaggi, che vanno dalla presentazione degli emendamenti all’esame dell’Aula. E pur di arrivare a un testo base, ribadiscono i 5 stelle, da parte del movimento c’è “totale apertura”, su “basi molto ampie”, al dialogo con tutti i gruppi. E se è vero che i pentastellati sembrano prediligere un sistema che “sia una sintesi tra il Legalicum e il Fragomeli” (che prevede una soglia al 37%, rendendo così più maggioritaria la legge) si dicono anche pronti addirittura a sostenere il primo modello senza correttivi. Altro nodo, quello dei capilista bloccati che ad esempio Mdp vuole siano cancellati: “Non s’azzardino – dice Pierluigi Bersani -. Bisogna ridare lo scettro agli elettori”.