Francesco D’Avino, il ‘re dello zucchero’: “Rimbocchiamoci il cuore e lavoriamo per il nostro sud”

Francesco D’Avino, 47 anni, è nato ad Ottaviano in provincia di Napoli ed ha sempre unito allo studio tecnico il lavoro nell’azienda di famiglia ‘D’Avino’. Il  ‘re dello zucchero’ è sposato con Floriana Romanzi e padre di Vincenzo. Oggi, alla terza generazione, tocca a lui perpetuare l’impegno iniziato dal nonno e lo fa con rinnovata passione. Dal 2001 è consigliere presso l’Unione degli Industriali di Napoli.Ama molto viaggiare e, proprio durante uno degli spostamenti all’estero, ha scoperto che lo zucchero veniva confezionato in bustine, mentre in Italia si usavano ancora le zuccheriere. L’altra grande passione è lo sport. Lo pratica da amatore e sostiene economicamente piccole organizzazioni sul territorio. Nel cuore c’è l’amore per la squadra del Napoli, di cui D’Avino Zucchero è sponsor.  D’Avino è molto presente nelle attività di volontariato che si svolgono sul territorio.

d'avino

Chi è Francesco D’Avino?

Mi considero un imprenditore moderno che ha raccolto con rispetto e umiltà una tradizione familiare di successo. Ho sempre sentito su di me il peso della responsabilità. Ma posso anche dire che quelli trascorsi e questi che sto vivendo li considero anni meravigliosi, durante i quali ho potuto sperimentare nuove tecniche di packing e nuovi aromi da aggiungere allo zucchero tradizionale.

Dottor D’Avino, Lei è un imprenditore di fama internazionale, una vera eccellenza del territorio. Per Lei, il ‘re dello zucchero’, cosa significa fare impresa in Campania e quali sono le difficoltà che si incontrano?

Grazie per gli apprezzamenti, ma io sono uno imprenditore che ama il suo lavoro e guarda sempre a nuovi orizzonti. Siamo orgogliosamente del Sud, creiamo posti di lavoro ma nessuno ci fa sconti. Non è facile. Eppure, nutro sempre fiducia in chi ci governa, sia a livello nazionale che a livello locale. Credo fortemente nella sinergia pubblico- privato.

La pecularietà della sua azienda ‘D’Avino zucchero’ che la rende così competitiva sullo scenario europeo.

La nostra modernità. La capacità di anticipare i gusti della clientela, con la quale abbiamo un dialogo continuo attraverso i social, che curiamo con molta attenzione. Vorrei aggiungere una cosa di cui andiamo molto orgogliosi. La nostra azienda ha ricevuto due stelle su tre nell’attribuzione del rating di legalità, riservato alle imprese che utilizzano sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge, che comporta l’adozione di processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility, l’adesione a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria e di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Non posso svelare troppo, ma presto sentirete parlare di noi per un prodotto originale e innovativo che, ci auguriamo, possa trovare il gradimento della nostra clientela abituale e ci consenta di aumentare l’affetto che sentiamo intorno al nostro brand.

Come si combatte la fuga di cervelli dalla Campania?

Chiariamoci subito su un punto: tutti sono liberi di formarsi e avere successo, qui o altrove. Per me un cervello è una persona capace, nel suo campo e nel ragionamento semplice. Resto perché posso dare un contributo, parto perché ho poca fiducia di riuscirci. Ecco, è un problema di fiducia, in se stessi e nel sistema. Aumentiamola e le cose si possono migliorare.

Il segreto del suo successo

Passione, amore, impegno quotidiano. Ci aggiungo: collaboratori di altissima professionalità e una eredità importante. La presenza di mia moglie (in foto), anche se non assidua, in azienda è il segreto del mio, del nostro successo. Il punto di vista femminile è un certificato di garanzia al quale non si può rinunciare.

Un messaggio per tanti giovani sfiduciati

Studiate con passione e approfondite le cose che più vi piacciono. Sceglietevi un mentore, se possibile, e il resto verrà. Come dice un mio amico: rimbocchiamoci il cuore.

floriana romazi