Allarme obesità: ecco perché si è grassi!

L’obesità, oggi, è a livello mondiale uno dei principali problemi di salute. La sua prevalenza è in costante e preoccupante aumento nei paesi occidentali ma anche in quelli a basso-medio reddito.

Questa condizione clinica potrebbe essere causata nella maggior parte dei casi da stili di vita scorretti,  da problematiche di natura psicologica, squilibri endocrini o fattori di tipo ereditario.

Tecnicamente l’obesità è una disfunzione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo che determina gravi danni alla salute. Gli elementi che contribuiscono a determinarne la crescita sono un’alimentazione scorretta e ipercalorica, un ridotto dispendio energetico a causa di scarsa attività fisica e un’alterazione del meccanismo fisiologico che regola la sensazione fame-sazietà.

L’effetto di tale condizione può essere la predisposizione a varie patologie croniche come malattie cardiovascolari, tumorali e articolari e da un punto di vista psicologico stati depressivi, ansiosi, isolamento e ritiro sociale.

 Al di là delle teorie squisitamente mediche, va sottolineato che il problema dell’obesità non è correlato ad uno stimolo enterocettivo ma al fatto che le persone grasse mangiano tanto. La loro sensazione di sazietà è completamente alterata, non riescono a valutare con esattezza quanto cibo hanno ingerito.

E’ ormai noto che il cibo ha molteplici significati affettivi, culturali e sociali, e che il corpo rappresenta un veicolo importantissimo per l’autoaffermazione, e la costruzione della propria identità.

 Così come il cibo da un punto di vista simbolico può richiamare all’esperienza di un bambino nutrito dal latte materno, all’atmosfera dell’ora di pranzo in famiglia, all’appartenenza ad una determinata etnia o ceto sociale, allo stesso modo il corpo, può rimandare alla fiducia in se stessi, al senso di autoefficacia.

La “cura” passa attraverso la prevenzione ai diversi contesti educativi e sociali di afferenza sia da un punto di vista psicologico che alimentare, soprattutto perché l’obesità è una condizione che nella maggior parte dei casi è ampiamente prevenibile.

Il lavoro da un punto di vista psicoterapeutico va fatto parallelamente con il singolo e con la famiglia per osservare le dinamiche familiari che sostengono e nutrono il sintomo “obesità”.

Il percorso passa attraverso la consapevolezza del proprio vissuto emotivo e relazionale e dei vantaggi secondari derivanti dall’ “essere grasso”, la comprensione del significato personale dell’assunzione di cibo è fondamentale.

La risoluzione non può che procedere attraverso l’accettazione di sé e del proprio corpo, l’aumento della tolleranza alla frustrazione, la volontà a voler cambiare “qualcosa” nelle proprie abitudini, e infine la conquista di sentirsi una persona da amare e amabile, e soprattutto meritevole d’amore!