Migranti, Enrico Letta: “Con Mare Nostrum fermammo le stragi”

“La cosa che mi fa rizzare la pelle e’ lo scarto tra l’uso della parola taxi e la disperazione che ho visto sui volti dei migranti. Ricordo il naufragio del 2013 a Lampedusa: non c’erano abbastanza bare per i 366 corpi recuperati. Ricordo le facce dei sopravvissuti, i feretri bianchi dei bambini”. Lo afferma l’ex premier Enrico Letta in un’intervista a Repubblica in cui ricorda che anche la missione Mare Nostrum “fu definita un fattore attrattivo e invece, da quando e’ stata chiusa, gli sbarchi sono triplicati e sono aumentati i morti in mare”.

“La magistratura deve svolgere il suo compito”, spiega a proposito delle affermazioni sulle Ong del procuratore di Catania, “e’ importante che ci sia il massimo approfondimento davanti a ipotesi del genere, ma il commento geopolitico esula dall’ inchiesta. La giustizia parli con i fatti, sono d’accordo con il ministro Orlando”. “Questa gente parte in qualunque condizione. C’e’ una sottovalutazione del grado di disperazione che porta qualcuno a rischiare la vita, e troppo spesso morire, pur di arrivare in Europa. I dati Unhcr parlano di 15mila morti in mare nell’ultimo decennio. Altro che taxi”. Le parole di Di Maio, aggiunge, sono “sconsiderate, come se stessimo parlando di persone che chiamano il ‘3570’. E’ una terminologia riprovevole, che mostra l’inadeguatezza di chi si dice pronto a governare. Ma fa parte di una precisa strategia”. “I 5 stelle hanno deciso di solleticare le paure e l’istinto anti-immigrazione degli italiani distinguendosi da Salvini, ma ponendosi sullo stesso livello. Un gioco sporco”.