La paura degli attentati…ci toglie il fiato!

I numerosi attentati di questi ultimi periodi ci fanno sentire più fragili, meno sicuri, in particolare nei luoghi pubblici come piazze, mercati, metro…
Vi siete mai chiesti se questa percezione di pericolo per la nostra incolumità è davvero fondata?
Dobbiamo seriamente temere di restare vittime di un attentato?
Forse sì!
In realtà non più di quanto sia probabile restare coinvolti in un incedente d’auto, visto che oggigiorno basta guardarsi intorno per vedere quanti al volante “smanettano” al cellulare!

Eppure i diversi incidenti di auto, quelli sul lavoro o di origine criminale non ci spaventano quanto gli attentati.
Da un punto di vista psicologico la nostra mente cerca di dare coerenza a ciò che accade, ma come spesso accade sono le emozioni orientare i nostri pensieri e le nostre azioni. E quando si tratta di attentati é la paura a prendere il sopravvento, sovradimensionando le concrete probabilità che possiamo restarne vittima.
Cosa realmente ci “appanica”? 
Subire le scelte di altri, che percepiamo come pericolosi, ci fa sentire disorientati, vulnerabili, soprattutto perchè appartenenti a culture e religioni diverse dalla nostra, troppo distanti dal nostro mondo occidentale.
Cosa si può fare per superare i propri limiti?
Ridurre la solitudine che è uno di quegli stati d’animo che aumenta l’ansia. I social per esempio ci aiutano a sentire vicine anche le persone lontane e a sentire il senso di appartenenza ad un gruppo, ad uno stato, ad una comunità.
Ricercare gli aspetti positivi che emergono nella maggior parte delle emergenze come i gesti di solidarietà e di altruismo.