Giovedì Santo il Papa laverà i piedi a 12 detenuti nel carcere di Paliano

Papa Francesco nel pomeriggio di Giovedì Santo 13 aprile si recherà nella Casa di Reclusione di Paliano, in provincia di Frosinone e diocesi di Palestrina, per celebrare la messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti. La visita avrà un carattere strettamente privato. Lo comunica la Sala Stampa della Santa Sede. Fino all’elezione di Bergoglio, era prassi che il Papa celebrasse in Laterano la messa del Giovedì Santo nella quale si commemora l’ultima cena di Gesù. Francesco, però, fin dalla prima settimana santa da Pontefice, avvenuta pochi giorni dopo la fumata bianca, ha voluto vivere questa celebrazione non nella sua cattedrale ma in una delle tante periferie esistenziali della sua nuova diocesi. Proprio come ha sempre fatto nella sua Buenos Aires. Il motivo è dettato dal fatto che uno dei riti caratterizzati della messa dell’ultima cena è la lavanda dei piedi che ricorda il gesto che Gesù fece ai dodici apostoli prima di essere arrestato e crocifisso. In questi primi quattro anni di pontificato Francesco ha scelto il carcere minorile di Casal del Marmo, la Fondazione Don Carlo Gnocchi nel Centro Santa Maria della Provvidenza, il carcere di Rebibbia e, l’anno scorso, il Cara di Castelnuovo di Porto celebrando per la prima volta il Giovedì Santo fuori Roma.

A questa celebrazione è legata anche una riforma del messale che Francesco ha voluto ufficializzando le “quote rosa” nella lavanda dei piedi. Dal Giovedì Santo del 2016, infatti, in tutto il mondo possono essere ammesse a questo rito anche le donne. Non che la prassi pastorale in molte parrocchie cattoliche del pianeta fosse diversa, ma Bergoglio ha così voluto rendere ufficiale ciò che ha sempre fatto prima a Buenos Aires e poi a Roma da Papa. Nel 2015, per esempio, al carcere di Rebibbia Francesco aveva lavato i piedi anche a Silvy Lubamba, la showgirl congolese che aveva partecipato a un programma televisivo di Piero Chiambretti. Ma anche negli altri tre Giovedì Santo diverse erano state le donne ammesse a questo rito, tra l’altro non tutte di fede cattolica.

Fonte: Il Faro di Roma