Fortini VS de Magistris: quando si rompono le porcellane (di Capodimonte)

Può il dibattito istituzionale spostarsi dagli ambienti preposti ai social network?

La risposta è sì, anche se in Campania ancora tantissimi credono che Facebook, Twitter ecc. siano ancora strumenti del demonio da affidare all’amico smanettone o al fannullone dello staff.

Per questa settimana di SocialTelling riporto un solo elemento invece di due. Elemento che contiene però una storia densa di sfumature.

Il fatto in sé vede diversi protagonisti con l’istituto Caselli di Capodimonte – da mesi a rischio chiusura – a fare da location virtuale.

Il primo a battere un colpo è il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che il 5 aprile su Facebook scrive: «Dopo anni di impegno è stata accolta in pieno la richiesta del Comune di Napoli e della Città Metropolitana di riconoscere il prestigioso Istituto della Porcellana G. Caselli di Capodimonte come ‘Istituto raro’».

Letta così sembra un po’ il celebre spot di un liquore, con l’antico vaso (di porcellana) portato in salvo. Ma è davvero il lieto fine? Macché!

luigi de magistris

Tempo qualche ora e arriva il comunicato stampa della Regione Campania in risposta a questo post del sindaco:

«Incredibile falso istituzionale sull’Istituto Caselli! Siamo di fronte a una clamorosa ‘fake news’ quando il sindaco di Napoli rivendica il riconoscimento avuto dall’istituto della porcellana di Capodimonte, per il quale (come da nostra delibera) ne aveva proposto l’accorpamento. È stato l’intervento della Regione, prima con una lettera del presidente De Luca al ministro del dicembre scorso, e poi con delibera della Giunta Regionale del 14 marzo scorso a garantire e difendere il prestigioso istituto di Napoli. Il Comune non c’entra niente».

La replica dell’ufficio stampa di Santa Lucia tuona fortissimo e, mentre si sconfessa l’operato del sindaco tacciandolo di creare notizie false per propaganda, le porcellane vacillano. Ma non è tutto. Perché, qualche ora dopo il post di de Magistris, anche Lucia Fortini, assessore regionale all’Istruzione,  contrattacca dal suo profilo personale di Facebook con un post che comincia così: «Quando ho letto il post Facebook del Sindaco di Napoli sull’Istituto Caselli, sono balzata dalla sedia. Davvero non credevo ai miei occhi: come può il primo cittadino di Napoli raccontare una bugia così clamorosa fino a ribaltare la realtà?».

lucia fortini

A risponderle più volte nei commenti sottostanti sono Salvatore Pace, consigliere comunale di maggioranza, Ivo Poggiani, presidente della municipalità dove si trova l’istituto ed una serie di sostenitori del sindaco noti ormai per l’impegno con cui si prodigano su Facebook nel difendere il sindaco da qualsiasi attacco.

In questo tutti contro uno, le giarretelle di porcellana di Capodimonte si spaccano e, rompendosi, ne viene fuori un caos che nei fatti (cioè gli atti amministrativi) sconfessano il sindaco e i suoi sostenitori che, d’altronde reclamavano più collaborazione tra le parti.

Ma come si dice in questi casi: chi rompe, paga e i cocci sono i suoi. E mentre il sindaco – armato di paletta e scopa – valuterà meglio se la prossima volta sarà il caso di intestarsi certi risultati non suoi, l’istituto Caselli è salvo.

Ed è certamente questa la notizia più importante di tutte.