Alitalia, Vincenzo Boccia: “I sindacati hanno sbagliato. Ora gravi danni”

 “Cgil, Cisl e Uil avevano raggiunto un accordo possibile e quindi buono per definizione. Il fatto che siano stati smentiti dai lavoratori non vuol dire che non abbiano svolto bene il loro compito. E’ stato commesso l’errore di usare in maniera impropria uno strumento a doppio taglio come il referendum”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista sulla vicenda Alitalia che oggi apre il Messaggero.

Ad ogni modo, sottolinea, “in casi come questi le responsabilita’ sono distribuite e diffuse. Ne’ si puo’ trascurare la dura concorrenza delle compagnie low cost. Forse ha avuto un ruolo determinante la commedia degli equivoci che va in scena quando non e’ chiaro chi debba fare che cosa e gli attori governo, sindacati, imprenditori privati si muovono aspettando ciascuno dagli altri la battuta decisiva. Tentare di rilanciare una compagnia, soprattutto se del calibro e del significato di Alitalia, non e’ mai sbagliato”, ma “sostegni, aiuti, sussidi non sono piu’ possibili”. Soluzioni alternative alla ‘svendita’ “possono e devono esserci”, dice Boccia. “Crediamo davvero di poter liquidare cosi’ una faccenda seria e importante come quella che riguarda un’azienda che da’ lavoro a 20 mila persone tra dirette e indirette? Ci affrettiamo a chiarire, a scanso di altri possibili equivoci, che non pensiamo alla nazionalizzazione ma a scelte di mercato”.

La fine di Alitalia sarebbe “una perdita dolorosa e rilevante ma questa circostanza non puo’ essere usata come alibi per scaricare il costo della soluzione sui contribuenti italiani. I danni per Roma, citta’ turistica per eccellenza, sono fin troppo evidenti. Perdere una leva di sviluppo come la compagnia aerea di riferimento, non importa se di bandiera o privata, non potra’ che incidere negativamente sulla qualita’ complessiva del sistema dei servi”.