Adenoma intestinale e uso di antibiotici: una probabile correlazione

 

Riscontrata una correlazione tra l’uso prolungato di antibiotici e lo sviluppo di adenomi.

Secondo uno studio, recentemente pubblicato su Journal Gut, è stata riscontrata una relazione tra l’utilizzo prolungato di antibiotici e lo sviluppo di polipi intestinali, noti come adenomi.

I polipi intestinali sono delle escrescenze soffici che si formano sulla mucosa dell’intestino. Nella maggior parte dei casi sono innocui e non provocano sintomi ma, se non tenuti sotto controllo o rimossi, possono convertirsi in tumori. Infatti gli adenomi, per il 90 % dei casi, costituiscono i precursori di tumori colorettali.

Sembrerebbe che prima d’ora non sia mai stato condotto uno studio duraturo nel tempo che analizzasse la correlazione tra l’utilizzo di antibiotici e lo sviluppo di polipi intestinali.

La lunga analisi, condotta negli Stati Uniti, è stata chiamata Nurses’ Health Study in quanto è stata effettuata su 16.642 infermiere. Tra queste, in 1195 casi è stato riscontrato lo sviluppo di adenomi.

Dai risultati ottenuti è stato possibile affermare che i soggetti che avevano assunto antibiotici per due o più mesi in età compresa tra i 20 e 39 anni, avevano più probabilità di sviluppare polipi intestinali dopo i 60 anni rispetto a chi, in quella stessa fascia d’età, non si era mai sottoposto ad un uso così prolungato di antibiotici.

Inoltre, le donne che avevano assunto antibiotici per due o più mesi in un età compresa tra i 40 e 59 anni, mostravano probabilità di sviluppare adenomi nei decenni successivi addirittura superiore all’altro gruppo.

In ogni caso, lo studio si è focalizzato solo sulla relazione tra l’uso di antibiotici e lo sviluppo di adenomi. Attualmente non sono disponibili dati riguardo a quanti dei casi di adenoma riscontrati si sono convertiti in tumori intestinali. Quindi per il momento risulta ancora precoce parlare di correlazione tra l’uso di antibiotici e lo sviluppo di tumori.

Secondo i fautori dello studio, la correlazione tra lo sviluppo di adenomi e l’utilizzo prolungato di antibiotici può essere spiegata da un’alterazione della flora batterica intestinale e dunque un aumento dei processi di fermentazione. Inoltre, secondo gli scienziati coinvolti nello studio si potrebbe ipotizzare anche una correlazione con l’insorgenza di tumori al colon o al retto, in quanto nell’intestino di pazienti con tali patologie è stata osservata una riduzione di Clostridi e Enterobatteri e un aumento di Fusobatteri.

Gli esperti non suggeriscono di abbandonare l’uso di antibiotici

In ogni caso la dottoressa Sheena Cruickshank, esperta di immunologia presso l’Università di Manchester, in un’intervista rilasciata per la BBC, ha affermato che qualsiasi cosa che altera la flora batterica intestinale, da un cambiamento della dieta all’uso di un farmaco, può risultare dannoso per la nostra salute, inoltre i risultati di questo studio implicano che il rischio è abbastanza leggero e anche molto variabile.

Ha quindi concluso affermando che lo studio aumenta la nostra consapevolezza dell’importanza dei batteri intestinali per il nostro organismo ma potrebbe essere pericoloso evitare l’uso di antibiotici i quali sono farmaci fondamentali per il trattamento delle infezioni batteriche e, se prescritti e utilizzati in modo adeguato, possono salvarci da molte patologie.

Come mantenerci al sicuro? La prevenzione

Dunque, al momento la cosa migliore da fare resta senza dubbio la prevenzione.  In particolare l’asportazione di tali polipi, mediante colonscopia, rappresenta la più valida forma di prevenzione del cancro colorettale in quanto interrompe il processo di conversione dell’adenoma in carcinoma.

La colonscopia è una tecnica di prevenzione che si avvale di un tubicino flessibile dotato di telecamera. Questo viene introdotto nell’intestino tramite l’ano e viene fatto avanzare lentamente lungo il colon. Durante il suo percorso il dispositivo è anche in grado di prelevare piccole porzioni di tessuto al fine di analizzarle (biopsia), così come rimuovere eventuali polipi.