Legge elettorale: scintille tra Pd e Mdp

Tra Pd e Mdp e’ ancora scontro sulla legge elettorale. I dem insistono sul Mattarellum, la tesi dei democratici e progressisti e’ che l’operazione serva solo a lasciare il sistema cosi’ com’e’. L’intenzione del partito del Nazareno e’ quella di non cambiare tattica, di far emergere le incongruenze degli ex Pd che oggi si sono sfilati nella discussione in Commissione Affari costituzionali. Ma il nodo e’ soprattutto al Senato e per timore che possano essere disseminate delle trappole durante la votazione a scrutinio segreto il Pd ha deciso di rinviare la scelta per la presidenza della I commissione alla prossima settimana. Lo schema era quello di puntare su un franceschiniano ma il timore e’ che Alternativa popolare possa sottrarsi a qualsiasi intesa. Si naviga quindi a vista (“Basta melina”, dice Lauricella, sostenitore della mozione Orlando) ma l’ipotesi di elezioni anticipate addirittura a luglio “non esiste”, mettono in chiaro i renziani. In una giornata in cui l’ex direttore del Tg1 Minzolini ha annunciato le sue dimissioni (anche la Lega votera’ a favore) e’ la nuova mozione sulla Consip che potrebbe rappresentare una mina per la maggioranza e per l’esecutivo. Con le 73 firme raccolte e’ scattata la procedura d’urgenza a palazzo Madama. La richiesta della mozione, avanzata in primis da Andrea Augello insieme ai colleghi di ‘Idea’ Gaetano Quagliariello, Luigi Compagna e Carlo Giovanardi, vede la firma di numerosi gruppi parlamentari. Si chiede l’azzeramento dei vertici e anche i renziani in realta’ non sono contrari ad un cambio. Ma l’auspicio, viene riferito, e’ che il governo risolva prima la questione, che faccia fare un passo indietro a Marroni. “Certamente – osserva Quagliariello – questa mozione potrebbe avere piu’ successo di quello contro Lotti”. Difficilmente, invece, potra’ avere successo la linea della Lega che oggi nell’Aula del Senato e’ tornata a chiedere le dimissioni di Poletti. C’e’ irritazione nel Pd sulle affermazioni del responsabile del Lavoro, ma al momento il partito del Nazareno non ha intenzione di ‘scaricarlo’. E cosi’ Forza Italia che intanto si prepara a recarsi a Malta per il congresso del Ppe con la speranza che i leader europei, in primis la Merkel, possano adoperarsi per ridare a Berlusconi agibilita’ politica.