Giugliano, capitano dei carabinieri Antonio De Lise: “I cittadini sono assetati di giustizia”

Il capitano Antonio De Lise guida la compagnia dei Carabinieri di Giugliano in Campania dal 15 settembre 2015, dopo le esperienze di Comando in provincia di Torino (Moncalieri) e Riccione (RN). A suo dire l’hinterland napoletano è ‘assetato di giustizia’. Nel solo 2016 sono centinaia gli arresti, tra rapine, furti, prostituzione, droga ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso,  eseguiti  dalla Compagnia dei Carabinieri di Giugliano. Sono proprio le denunce per estorsioni, fatte dai cittadini, che fanno ben sperare che si stia operando nel giusto ‘senso di marcia’. L’Arma dei Carabinieri di Giugliano è attenta a tutto quello che accade in città dai casi di assenteismo dei dipendenti pubblici ai fenomeni di bullismo sempre più dilaganti.

antonio de lise

Chi è Antonio De Lise e perché ha deciso di far parte dell’Arma dei Carabinieri?

E’ un ufficiale dei carabinieri che ha intrapreso questa strada perché sin da piccolo gli è stato inculcato il senso di giustizia.

Quali sono le difficoltà che si incontrano a Napoli Nord? Il muro di omertà è stato abbattuto?

Ho prestato servizio sempre al Nord e credevo che in questi territori ad alta densità criminale essendoci appunto l’omertà vi fosse proprio il ripudio verso le Istituzioni come le forze di Polizia.  Invece stando per strada, girando tra le scuole,  mi sono reso conto che a Napoli Nord la ‘gente è vogliosa di giustizia’. Ho riscontrato che i cittadini si sentono più sicuri quando ci sono le pattuglie in strada e chiedono il presidio, anche solo mobile, dell’Arma dei Carabinieri ovunque. E’ vero c’è omertà e lo riscontriamo quotidianamente, soprattutto quando ci troviamo ad investigare su determinati episodi che riguardano il fenomeno della criminalità. In queste occasioni bisognerebbe fare un passo in avanti, e dimostrare realmente con i fatti che si è ‘assetati di giustizia’, dando una fattiva collaborazione alle forze dell’ordine. Mi rendo conto che spesso si ha paura, ma la missione, l’obiettivo che ci siamo prefissati è quello di affiancare i cittadini anche in queste situazioni.

 Il clan Mallardo di Giugliano è stato debellato?

 I capi storici del clan, almeno quelli che ricadono nel mio territorio, sono per la stragrande maggioranza  in carcere. Le varie forze dell’ordine, dall’Arma, alla Polizia, alla Guardia di Finanza sono riuscite ad arrestare i personaggi di spicco. Ovviamente ciò non sta ad indicare che la camorra sia stata sconfitta in quanto determinate mentalità sono ben radicate nel territorio. L’intento della criminalità è proprio questo, far credere mediante meccanismi sottili che la camorra porti vantaggio al cittadino. In questi territori c’è la malavita e si spera di riuscire a debellarla in maniera definitiva. L’omertà è una propaggine della camorra: essere omertosi è uno dei vincoli fondanti della camorra. Il voltarsi dall’altra parte, o mantenere un religioso silenzio facilita lo sviluppo della mentalità camorristica.

Capitano De Lise, Lei punta su giovani, scuola e legalità, sta avendo riscontri positivi? Il messaggio contro l’illegalità è stato recepito?

Più che io è l’Arma dei Carabinieri che ha avuto l’intuizione di andare nelle scuole e parlare ai ragazzi, per me farlo, così come passeggiare tra le strade del centro, ritengo sia un modo per mostrare l’Arma sotto un altro volto, dando la possibilità a tutti, qualora ve ne fosse bisogno, di meglio familiarizzare con la nostra istituzione, cosa che in terra di camorra è fondamentale. Educare i cittadini del futuro, trascorrere del tempo con loro vuole essere un modo per stimolarli e farli crescere con una mentalità volta al senso di legalità e di giustizia.

Un messaggio per tanti giovani sfiduciati che spesso abbracciano la strada dell’illegalità…

Sicuramente la soluzione non è quella di delinquere ed andare dietro ai falsi miti. I camorristi trascorrono la loro vita o in un bunker oppure in carcere al 41 bis. Lo stile di vita condotto nelle fiction o nei film può indurre a pensare che fare il “ragazzetto” di qualcuno possa essere una soluzione immediata per comprare abbigliamento griffato. Ma fondamentalmente non è così: c’è del marcio dietro. Noi con il nostro esempio dobbiamo far comprendere loro che la giustizia non è  illusione, bensì deve essere  il perno principale della nostra vita. Inoltre vorrei dire loro di non accontentarsi perché nella vita si ottiene tutto, mediante il sacrificio.