…tra sogno e sfida

Avevo quasi paura… continuavo a ripetermi che comunque sarebbe andata dopo qualche giorno ci saremmo lasciati. E questo pensiero mi intorpidiva… ma quel sentimento si accompagnava ad una sensazione che non conoscevo: il profumo dell’amore. Una sfida personale, un mistero da affrontare, come se dietro a quell’esperienza ci fosse stato qualcosa di importante che mi avrebbe reso addirittura più donna. Lui mi sembrava ormai il mio ragazzo. Era bello stare a guardarlo, ad osservarlo, ad ascoltarlo.

Quello che provavo mi sembrava nuovo. Erano passati dei mesi dall’ultima volta che lo avevo visto. Non solo non lo avevo dimenticato, ma era cresciuto in me ogni tipo di desiderio nei suoi confronti. Dopo questo appuntamento sarò emotivamente sconvolta e non noterò nulla intorno a me.

Giungemmo sotto casa. Avevo il cuore in gola. Cosa sarebbe accaduto di lì a poco? Lui scese, mi aprì lo sportello e porgendomi una mano mi aiutò a scendere dall’auto. Pagò e mi raggiunse al portone d’ingresso. Ci guardammo per qualche istante finchè io con voce soffusa esclamai: “Sali per un drink?” la parole mi uscirono di bocca in maniera spontanea. Ed in maniera spontanea avrei desiderato che trascorresse con me l’intera notte. Salimmo, lo feci entrare e accomodare sui divani bianchi.
Si guardava intorno abbozzando un leggero sorriso compiaciuto, si diresse verso la vetrata per osservare il giardino poi esclamò: “Carino il tuo regno!?” “Grazie” risposi

“Lo hai arredato tu? Beh hai gusto” aggiunse “Si ma solo in parte” dissi “Arrivo subito” Mi recai in cucina e tornai dopo pochi istanti con una bottiglia di vino bianco, l’unica che avevo. Lo trovai a sbirciare le foto sulla consolle… “Questa è la tua famiglia?” mi chiese “Si, questo è mio padre, mia madre e mio fratello e questo batuffolo è una cagnetta di nome “Sveva” spiegai. “Queste invece sono Carlotta e Rebecca… che belle che siete” continuò ad asserire. Io sorrisi, mi voltai verso il tavolino davanti ai divani e presi due coppe da vino. Gliene porsi una e gli versai il vino. Lui prese il bicchiere e contemporaneamente la mia mano: “Vieni, sediamoci”. Diventai rossa ma aspettavo quell’istante da sempre. Ci accomodammo sul divano e tra un sorriso e l’altro cominciammo a bere.

“Mmm buon vino!” disse Claudio “Beh io non ne capisco molto ed è anche strano per me avere una bottiglia di vino in casa… in realtà lo ha comprato mio padre l’ultima volta che è salito a Milano” aggiunsi. “E l’hai aperta per l’occasione” fece con sorriso tra l’ironico ed il divertito. Diventai nuovamente rossa e stavolta non dissi nulla. A quel punto appoggiò il suo ed il mio bicchiere sul tavolino e guardandomi fisso negli occhi prese a baciarmi. Mi baciava le labbra, poi si spostava agli angoli… erano baci dolci, leggeri… a mano a mano scendeva sempre più fino a baciarmi il collo. Lo sentivo sospirare e mi piaceva il suo respiro caldo. La sua lingua era morbida e penetrante. I suoi occhi socchiusi.

Cominciò ad accarezzarmi con le sue mani. Dolcemente, le gambe, le braccia fino ai seni. Capii che quella notte sarebbe stata intensa. Col suo corpo mi spingeva contro il divano con una leggera forza fino a farmi stendere e d’un tratto i nostri corpi furono l’uno sull’altro…