Bulli si nasce o si diventa?

Se su google cerchiamo bullismo in quasi tutte le definizioni troviamo che tale termine deriva da bullying e si riferisce ad una vera e propria oppressione psicologica o fisica, pubblica, ripetuta nel tempo e attuata da una o da un gruppo di persone attraverso prepotenze intenzionali di tipo verbale, psicologico, fisico e telematico. E se avviene attraverso  i social network è chiamato cyberbullismo.

cyberbullismo

Bulli non si nasce, si diventa!

Pertanto è utile farsi delle domande: “Da dove deriva il comportarsi da bullo? In che modo un soggetto diventa vittima di episodi di bullismo? Come si motiva che taluni siano spettatori passivi di atti di violenza?”.

Alla luce degli episodi di cronaca e delle possibili ipotesi fatte da numerosi studiosi del fenomeno bullismo, si rende doveroso e necessario un lavoro di prevenzione ed educazione, soprattutto in ambito familiare, nella comunità scolastica e nel contesto sociale, incentrato sulla co-costruzione di alcuni aspetti molto importanti, quali il concetto di se, l’autostima e il rispecchiamento emotivo.

  • Il concetto di se è rappresentato dall’insieme degli elementi che una persona utilizza per descrivere le proprie caratteristiche, nome, religione, status sociale.
  • L’autostima riguarda il come ci si giudica, il valore che si attribuisce a se stessi. Un basso concetto di se e una bassa autostima possono determinare un senso di inadeguatezza che, insieme ad altri fattori, può far sì che un soggetto diventi vittima di episodi di bullismo e che subisca aggressioni senza reagire. Di contro, un concetto di se troppo alto può portare a comportamenti aggressivi, tipici dei bulli, che si comportano in maniera prepotente, nel tentativo di ottenere attenzione e ammirazione.
  • Il rispecchiamento emotivo si apprende sin da bambini, esercitandosi a diventare sempre più consapevoli delle emozioni proprie e altrui.