Governo, Paolo Gentiloni: “Errore cancellare quello che ha fatto Matteo Renzi”

Il nuovo governo “nasce all’indomani delle dimissioni di Matteo Renzi”, ma il lavoro dell’ex premier sconfitto dal referendum “non deve essere cancellato”. Il premier Paolo Gentiloni si presenta alla conferenza stampa di fine anno, ad appena due settimane dall’insediamento del suo governo (“15 giorni per me faticosi ma entusiasmanti”) ed esordisce con una rivendicazione della continuità con chi lo ha preceduto a Palazzo Chigi. Tutto il suo discorso è percorso dal filo rosso della forte somiglianza del suo governo con quello di Matteo Renzi. Intanto il Consiglio dei ministri ha varato il dl Milleproroghe e nominato sottosegretari confermando sostanzialmente le caselle del precedente esecutivo.

LA CONFERENZA STAMPA

AVANTI CON RIFORME: “Completare le riforme a dare un contributo a ricucire le lacerazioni che vive il nostro Paese”, è la road map del premier. Il messaggio che vuole lanciare è: “non abbiamo finito e non abbiamo scherzato”.”Per me le parole chiave sono lavoro, sud e giovani”, spiega.

BOSCHI L’HO SCELTA IO – Gentiloni difende la presenza nel suo di Maria Elena Boschi, la madrina delle riforme bocciate dal referendum. Nessun imbarazzo, perché “la proposta di riforma costituzionale è del governo e non di questo o quel ministro”. E comunque “Boschi è una risorsa molto utile e di grande qualità e, che si creda o no, le ho chiesto io di ricoprire il ruolo di sottosegretario”.

PERIMETRO NON CAMBIA – “Il perimetro della maggioranza resta quello che era: niente di nuovo. Sarebbe stato diverso se il governo fosse nato differenziandosi da quella precedente, ed è una decisione che non avrei condiviso”, spiega Gentiloni che ribadisce: “questa è la nostra situazione, che non ha come titolo ‘rottura con Ala’”. Alla Camera ci sono numeri “confortevoli”, al Senato “un po’ meno”, ma il premier non crede che ci saranno problemi.

LEGGE ELETTORALE – La linea è quella già illustrata nei giorni scorsi: “Il governo cercherà di dare il suo contributo anche sul tema della legge elettorale. Il governo cercherà come si dice in gergo, di facilitare la discussione tra i partiti e in Parlamento”. Non ci sarà nessuna proposta di Palazzo Chigi. Anche perché, riconosce il premier con “franchezza”, “la maggioranza non ha una posizione unitaria”

AL RIPARO DA CONGRESSO PD – “Cercherò di tenere al riparo il Governo dalle dinamiche congressuali del Pd anche se sono dinamiche importanti. Non vivo sulla luna, so che ci saranno dei riflessi, ma sono anche convinto che li gestiremo nell’interesse del Paese”, dice Gentiloni.

VOTO VINCE SU STABILITA’ – “La stabilità di un paese a livello internazionale è sempre importante, ma – argomenta il premier – la stabilità non può rendere prigioniera la democrazia. Quindi se si vota non si può vedere il voto come una minaccia”.

VOUCHER NON SONO VIRUS – I voucher “non sono il virus che semina il lavoro nero, non hanno il copyright del lavoro nero” ma bisogna “correggere gli abusi” dice il Premier. Il governo comunque agirà “in tempi rapidi”. Ora è in corso “una revisione” aiutata anche dalla nuova tracciabilità, per capire come correggere “quello che di sbagliato evidentissimamente c’è senza trasformare questo nella madre di tutti i problemi e guai del mercato del lavoro”. Piccola reprimenda per il ministro Poletti, che aveva detto di voler modificare i voucher per evitare il referendum sul jobs act. “Un po’ più di cautela sarebbe stata provvidenziale” ma “non parliamo di delinquenti bensì di una persona perbene che ha detto una cosa che non doveva dire e che per questo si è scusato”. La vicenda, dunqeu, è chiusa.

NIENTE TAGLI IRPEF – Il presidente del consiglio si tiene lontano dalle promesse di tagli delle tasse: “Non sono in grado di fare un discorso serio su una riduzione dell’Irpef. Certamente il governo precedente ha fatto forti riduzioni fiscali e questa misura sarebbe un giusto coronamento delle cose fatte ma ora, dopo 15 giorni dall’insediamento, dobbiamo verificare le condizioni e non possiamo dire cose impegnative che poi rischiamo di non poter mantenere”.

VIVENDI, VIGILE ATTENZIONE, MA NON DI PIU’ – “L’attenzione vigile del governo sulla vicenda Vivendi consiste nel fatto che siamo consapevoli dell’importanza di Mediaset in Italia. Ma non ci sono golden power da esercitare in questo settore, quindi la posizione del governo è vigile dal punto di vista politico”.

MPS, TERREMO IL PUNTO CON BCE – “Abbiamo messo in sicurezza il risparmio con il decreto salva risparmio, la cui attuazione sarà lunga e complicata, non ce lo nascondiamo. Pero’ una decisione è stata presa e sarà strategica” dice Gentiloni. “Non sono abituatissimo e un po’ mi ha colpito avere notizie così ‘ex abrupto’ il giorno di Natale, ma terremo il punto”. aggiunge rispondendo a una domanda sui giudizi della Bce su Mps.

MIGLIORARE RELAZIONI CON PUTIN – Si parla anche di politica estera. Gentiloni , fino a pochi giorni fa responsabile della Farnesina, spiega: “L’Italia userà la presidenza del G7 per due obiettivi: la centralità del Mediterraneo, che non può essere un ‘mare nullius’, cioè un mare di nessuno; e usare il G7 per relazioni diverse con la Russia. Non si tratta di rinunciare ai principi ma è sbagliato un ritorno a logiche da guerra fredda che non hanno senso oggi”.

REGENI, EGITTO COOPERA – “Ultimamente ho visto segnali di cooperazione molto utili dall’Egitto, spero si sviluppino e il governo lavorerà in questo senso”, afferma il premier parlando del caso Regeni.