Zygmunt Bauman: i sentimenti vanno coltivati

Quello che un tempo, qualche generazione fa era la norma, oggi è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle: amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Nell’epoca contemporanea, in cui la novità e la dimensione provvisoria sembrano prevalere sulla durata delle relazioni, le emozioni non hanno l’opportunità di tramutarsi in sentimenti.

Oggi l’uomo si trova ad affrontare da un lato la voglia di provare nuove emozioni dall’altro il bisogno, talvolta paura, di un amore autentico e di un legame profondo.

Vivere una relazione significa procedere insieme in un percorso in continuo divenire, in cui si impara a costruire il proprio modo di essere al mondo in relazione all’altro, intraprendendo un cammino verso il futuro, lungo il quale cercare in ogni momento nuove opportunità di incontro reciproco.

Oggi sono tante le dimensioni in un mondo che genera alienazione e precarietà, anche nei rapporti personali e d’amore, è quanto sostiene il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman in alcune opere come in una nota intervista dal titolo “Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati” o nell’articolo “Legami liquidi nella società contemporanea“.

“Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore l’opportunità di enormi profitti. – sostiene Bauman – E ci alletta con la promessa di poter avere tutto senza fatica: soddisfazione senza lavoro, guadagno senza sacrificio, risultati senza sforzo, conoscenza senza un processo di apprendimento. L’amore richiede tempo ed energia. – continua – Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l’altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l’amore. Non troveremo l’amore in un negozio. L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana”.

Egli dunque descrive quanto oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo.