Fare di un uomo… l’uomo giusto

Continuava a parlare, a tenermi la mano, a baciarmi delicatamente…
Non potevo evitare di osservarlo e di pensare… immaginarci insieme… lo ascoltavo e mi sembrava di conoscerlo da anni.
Ma la verità era semplicemente che non avevo conosciuto nessuno dal quale… insomma, dal quale mi sentissi attratta, oltre Claudio ovviamente, anche se una parte di me sognava le ginocchia tremanti, il cuore in gola, le farfalle nello stomaco, le notti insonni.
Ho sempre pensato che se ci credi la persona giusta esiste. O forse se ci credi fai di una persona quella giusta. Almeno per un po’.
Fino a Claudio il mio problema era che quando un uomo mi piaceva, e mi sarebbe piaciuto vivere con lui qualcosa di più del vedersi ogni tanto per scopare, succedeva che, se per sbaglio glielo facevo capire, si agitava subito, metteva le mani avanti e iniziava a spiegarmi che non voleva legami, e alla fine scappava. Senza nemmeno aver capito che io non volevo fidanzarmi. Per cui avrei dovuto imparare a vivere quello che gli uomini mi davano senza chiedere niente di più.
Ed in quel momento invece di fronte a me c’era un uomo che se non avevo capito male mi diceva di voler vivere con me qualcosa di più intenso. Alzai lo sguardo e fui catturata dai suoi sfrontati occhi che fermi e penetranti mi guardavano con interesse…
Con Claudio avevo capito, sin dal primo incontro, che forse per la prima volta nella mia vita mi trovavo di fronte un uomo e non un ragazzo. Non saprei come spiegare la differenza. Era una sensazione, il modo di parlare e forse quello di guardare. Era uno sguardo. E sicuramente la consapevolezza. È quella che rende uomo un uomo di qualsiasi età. Claudio era uomo e lo capivi da come si muoveva, come parlava come attraversava lo spazio e muoveva l’aria.
Non saprei, forse per lui era arrivato il momento di smettere di giocare e cominciare a pensare cose più concrete come trovare una compagna e avere dei figli. Ma come al solito andavo avanti con i pensieri.