Testimone giustizia, sciopero fame perche’ senza risposte: Gennaro Ciliberto denuncio’ infiltrazioni in appalti

Il testimone di giustizia Gennaro Ciliberto, ex responsabile della sicurezza nei cantieri di una impresa che ha realizzato opere autostradali, dopo aver denunciato la corruzione nell’aggiudicazione di lavori, infiltrazioni mafiose e anomalie costruttive che hanno gia’ causato crolli, annuncia che venerdi’ 3 dicembre sara’ dinnanzi a Palazzo Chigi per iniziare uno sciopero della fame, “di protesta per la mancata attuazione del programma di protezione e il non rispetto della legge 45/2001” che ha introdotto la figura del testimone di giustizia. “Questa e’ la mia ultima possibilita’ – fa sapere – nonostante sia ammalato e costretto a questo ultimo gesto di umiliazione. Mi sono sempre attenuto alle regole imposte del programma di protezione, mi sono ricostruito da solo una vita, una nuova identita’ e un lavoro: tutto da solo, ma non mi sarei mai aspettato che dallo Stato ci fosse questo silenzio che ti uccide. Sono un testimone di giustizia attualmente in programma speciale di protezione per imminente pericolo di vita e venire a Roma a scioperare mi espone a rischio, ma non ho altra possibilita’: intorno a me c’e’ solo silenzio. Da una parte lo Stato mi difende dalla camorra ma dall’altra parte mi isola e ignora e questo silenzio mi distrugge”. Solidarieta’ a Ciliberto arriva dall’associazione Antonino Caponnetto. “Insieme a lui – afferma – dovremo esserci tutti. L’Associazione Caponnetto ci sara’, nessuno manchi!”. Intanto il deputato Pd Davide Mattiello, che in Commissione Antimafia coordina il gruppo di lavoro sui testimoni di giustizia, ricorda che la Camera sta lavorando alla proposta di legge 3500 “che per la prima volta consegnera’ al Paese uno statuto chiaro dedicato ai testimoni di giustizia”. Il testo prevede, tra le altre novita’, anche aiuti a quegli imprenditori che denunciano i clan. “La priorita’ – spiega il deputato – e’ quella di mettere il testimone-imprenditore nelle condizioni di conservare la propria azienda restando in loco e ricevendo quell’aiuto necessario a superare la ‘terra bruciata’ che spesso si crea attorno a chi denuncia. L’assunzione nella Pubblica amministrazione e’ da considerarsi l’estrema ratio. Stiamo lavorando in questi giorni per superare qualche divergenza col Ministero dell’Interno: ma c’e’ in tutti la consapevolezza che questa riforma non possa piu’ attendere”.