Cosa siamo tu ed io? Amici, amici di letto, amanti o illusoriamente fidanzati?

Era ancora la mia paura a dettare conclusioni e pensieri…
Era la volontà di razionalizzare quello che mi premeva di più. Il mio bisogno di sistemare ogni cosa nelle regole della ragione spesso prendeva il sopravvento.
Parlargli… di cosa? Di come mi sentissi e cosa avrei invece voluto sentire. Non sarebbe stato così semplice… eppure noi donne ad un certo punto tentiamo sempre di parlare, spiegare, come se questo potesse servire a cambiare qualcosa… a mutare quella volontà o in-volontà… ad innescare qualche meccanismo attraverso il quale abbia inizio un nuovo corso di eventi magari più felici… ma spesso non è così! Magari è solo l’esigenza di mettere un punto definitivo a qualcosa che non ci appaga e andare avanti…
La pazienza mi veniva meno…
Temevo di entrare in un circolo vizioso, quello delle continue e pressanti spiegazioni, ma l’esigenza di porre fine a quelle domande era più forte… non riuscivo a rilassarmi e a pensare ad una telefonata semplice e tranquilla. In realtà se è vero il principio della reciprocità, le mie tensioni derivavano proprio dalla sensazione di una mancanza di reciprocità.
E quella mancanza a cosa era dovuta? Al fatto che Claudio si sottraeva non appena capiva l’esigenza di chiarezza oppure da una reale mancanza di sentimento?
Non gli avrei chiesto “cosa siamo io e te” … almeno credo… Avrei voluto dirgli che mi sentivo trascurata, messa a distanza, poco considerata. Sentimenti comuni a questi tipi di relazioni. Si insomma quando uno c’è ma non c’è questo è quello che si prova. Probabilmente qualcuno direbbe che non tutti provano queste sensazioni oppure che sono sensazioni abnormi date le circostanze o ancora che io ero troppo sensibile e mi aspettavo troppo da un uomo del genere. Ma poi quale genere? Ma qualunque fosse stata la considerazione giusta, sta di fatto che mi tormentavo per quel mio sentire non sentire
Gli inviai un messaggio: Appena puoi chiamami.
Al quale lui non rispose né richiamò.