Avvento, Papa Francesco: ‘piu’ sobrieta’,governare cose mondo non esserne dominati’

Dal messaggio di questa prima Domenica d’Avvento, inizio del nuovo anno liturgico, che ricorre oggi, “viene anche un invito alla sobrieta’, a non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realta’ materiali, ma piuttosto a governarle”. Lo ha detto papa Francesco all’Angelus, commentando le letture del giorno. “Se, al contrario – ha proseguito -, ci lasciamo condizionare e sopraffare da esse, non possiamo percepire che c’e’ qualcosa di molto piu’ importante: il nostro incontro finale con il Signore che viene per noi. Quello e’ importate e le cose di ogni giorno devono essere indirizzate a quell’orizzonte”. “In quel momento, come dice il Vangelo – ha sottolineato il Pontefice -, ‘due uomini saranno nel campo: uno verra’ portato via e l’altro lasciato’. E’ un invito alla vigilanza – ha aggiunto -, perche’ non sapendo quando Egli verra’, bisogna essere sempre pronti a partire”. Francesco faceva riferimento alla pagina del Vangelo sulla “visita del Signore all’umanita’”, e in particolare sulla “visita ultima, che professiamo ogni volta che recitiamo il Credo: ‘Di nuovo verra’ nella gloria per giudicare i vivi e i morti’. Il Signore oggi ci parla di quest’ultima sua visita, che avverra’ alla fine dei tempi e ci dice dove approdera’ il nostro cammino”. Secondo il Papa, “la Parola di Dio fa risaltare il contrasto tra lo svolgersi normale delle cose, la routine quotidiana, e la venuta improvvisa del Signore”. “Sempre ci colpisce pensare – ha detto – alle ore che precedono una grande calamita’: tutti sono tranquilli, fanno le cose solite senza rendersi conto che la loro vita sta per essere stravolta”. Tuttavia, “il Vangelo certamente non vuole farci paura, ma aprire il nostro orizzonte alla dimensione ulteriore, piu’ grande, che da una parte relativizza le cose di ogni giorno ma al tempo stesso le rende preziose, decisive”. Pertanto, “in questo tempo di Avvento, siamo chiamati ad allargare l’orizzonte del nostro cuore, a farci sorprendere dalla vita che si presenta ogni giorno con le sue novita’. Per fare cio’ – ha concluso – occorre imparare a non dipendere dalle nostre sicurezze, dai nostri schemi consolidati, perche’ il Signore viene nell’ora in cui non immaginiamo. Viene per introdurci in una dimensione piu’ bella e piu’ grande”.