‘Un ammore tutto mio’: lo chiamo o non lo chiamo?

Lo chiamo o non lo chiamo? Il dilemma di quella sera d’estate che mi accompagnò tutto il giorno dopo l’incontro con Claudio! Quel bono che avevo conosciuto alla festa sulla Cassia… si quella in cui mi aveva trascinata la mia amica Rebecca…

‘Un ammore tutto mio’: lo chiamo o non lo chiamo?

 Alla fine lo chiamai io! Mi invitò a casa… dopo pochi istanti di titubanza e paranoie… accettai. Non mi aspettavo mi invitasse a casa così già dalla prima volta… mi vorrà subito portare a letto? Beh lo start game ce lo avevo io…   
Avevo dato sfogo alla mia fantasia, immaginandomi insieme a lui, ma in nessuna delle mie visioni compariva una ex compagna, che invece era lì con la sua ombra. Ma come al solito la curiosità mi offuscava il giudizio… Ero solita pensare che il mio grande amore avesse avuto un unico solo grande amore: me. Questa convivenza aveva mandato all’aria tutte le mie fantasie!!!
Dopo qualche istante pensai bene di assumere una posa un po’ più sexy in modo che l’uomo si concentrasse su me ragazza giovane e carina che aveva di fronte invece di ripensare alla ex compagna. E lui mi invitò ad andare fuori a mangiare del buon sushi…
L’appartamento, il ristorante, il vino… Claudio doveva essere molto ricco. Eppure si comportava come se gli pesasse. 
Il mattino seguente al nostro primo incontro ed il resto della giornata rimasi ad osservare il mio telefono come un’adolescente  in attesa della chiamata del suo primo amore. Stavolta chiamò lui… ed io avevo atteso quella telefonata troppo a lungo e non mi pareva vero. Mi aveva chiesto di vederlo.  
“Vuole   vedere   proprio   me.   Allora   gli   sono piaciuta.   No,  non   è   innamorato   ma   gli   piaccio. Decisamente gli piaccio”, questi i miei pensieri da sognatrice incallita del principe azzurro!
Nel mio cuore in maniera molto infantile ero orgogliosa di quel momento. Lo conoscevo da sempre ma non lo conoscevo affatto. O meglio lo conoscevo da qualche giorno ma lo sentivo dentro come se lo avessi conosciuto da sempre. 
In realtà Claudio sparì. Quel suo non esserci fu causa di malessere. Quanti   pensieri negativi. Quanto star male. Avrei mandato dai cento   ai   trecento   messaggi.   Avrei   chiamato   e richiamato.   Le   ore   sembravano eternità   e   ad   ogni squillo del telefono   sobbalzavo e speravo fosse lui.
Alla fine Claudio…..non chiamò più, ed a me rimane l’eterno dilemma di “un ammore tutto mio”.