Papa e gli sportivi per combattere le manipolazioni e la corruzione

Lo sport e la fede uniti per superare le divisioni e per lottare contro le “manipolazioni e la corruzione”. Le parole di Papa Francesco risuonano all’Aula Paolo VI in Vaticano, in occasione della cerimonia di apertura di ‘Sport at the service of Humanity’, la prima conferenza globale su fede e sport, che ha visto la partecipazione in Vaticano delle massime rappresentanze religiose e quelle sportive e internazionali.

Dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, al presidente del Cio, Thomas Bach, oltre al numero uno del Coni, Giovanni Malago’ e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, tutti presenti in platea.

“Una sfida per voi – ripete il Pontefice – rappresentanti dello sport e delle aziende che sponsorizzano gli eventi sportivi, e’ quella di mantenere la genuinita’ dello sport, proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale”, sentenzia Francesco. “Ringrazio pertanto tutti voi per i vostri sforzi nello sradicare ogni forma di corruzione e manipolazione”, ha quindi messo in risalto il Santo Padre, rivolgendosi ai tanti sportivi presenti all’appuntamento. Francesco ha sottolineato anche l’importanza dello sport “amateur”, perche’ “c’e’ anche uno sport dilettantistico, amatoriale, ricreativo, non finalizzato alla competizione, ma che consente a tutti di migliorare la salute e il benessere, imparare a lavorare in squadra, saper vincere ma anche saper perdere”.

Nel ringraziare il Pontefice e il Cio “per la loro volonta’ di unire persone di fedi diverse attraverso lo sport”, Ban Ki-moon ha rilevato che “la fede e lo sport sono basati sui valori del rispetto e dell’amicizia. Trascendono le barriere etniche e nazionali, possono aiutarci nel raggiungere i nostri obiettivi guidando un cambiamento sociale attraverso la tolleranza e la pace.

Noi diamo un grande valore ai progetti umanitari del Cio e del Comitato paralimpico”. Ruolo fondamentale di raccordo e’ proprio il Cio: “Nel nostro fragile mondo di oggi, scosso da conflitti, crisi e sfiducia, il messaggio della nostra comune umanita’ e’ piu’ forte delle forze che vogliono dividerci, e’ piu’ attuale che mai”, dichiara Bach, sottolineando gli esempi positivi promossi in occasione delle recenti Olimpiadi di Rio 2016: “Il nostro ‘Olympic Solidarity programme’, che sostiene gli atleti di tutto il mondo e per la prima volta in assoluto la squadra olimpica dei rifugiati”.

Tra questi, Paulo Amotun Lokoro, 24 anni del Sud Sudan: “A nome degli oltre 65milioni di rifugiati nel mondo voglio dire che abbiamo bisogno di pace. La pace ci fa stare a casa, la guerra invece ci fa fuggire”, il suo appello. La cerimonia si e’ aperta con il calcio d’inizio simbolico di Alex Del Piero: “Nella vita ho sempre dato il massimo, ho inseguito i miei sogni con umilta’”, le parole del campione del mondo nel 2006. “Ho sempre creduto nelle mie possibilita’ – ha spiegato invece l’ex schermitrice Valentina Vezzali – ma senza famiglia e fede non avrei raggiunto tanti traguardi”.