Annuncio a sorpresa di Papa Francesco: il 19 novembre 13 nuovi cardinali elettori

Annuncio a sorpresa del Papa: il 19 novembre, alla vigilia della chiusura del giubileo della misericordia, creera’ 13 cardinali elettori e 4 non elettori, cioe’ ultraottantenni che non voterebbero in un eventuale conclave.

Il collegio cardinalizio cosi’ arricchito e rinnovato celebrera’ con papa Francesco, il 20 novembre, la conclusione del giubileo della misericordia. Si tratta di una sorpresa, perche’ solo domenica scorsa, in volo al ritorno da Baku, papa Bergoglio aveva spiegato che per i nuovi cardinali doveva ancora studiare la lista e decidere la data, e per la data era parso piu’ orientato alla fine dell’anno o addirittura l’inizio del prossimo.

“La lista e’ lunga, – aveva detto – ma ci sono soltanto 13 posti. E si deve pensare di fare un equilibrio. A me piace che si veda, nel Collegio cardinalizio, l’universalita’ della Chiesa: non soltanto il centro, per dire, ‘europeo’, ma dappertutto. I cinque continenti, se si puo'”.

L’annuncio di oggi, che ha spiazzato tutti, indica come il Papa abbia preferito premere sull’acceleratore pur di coronare il giubileo della misericordia con una Chiesa sempre piu’ aperta, meno romanocentrica, piu’ di frontiera, realmente universale, capace di integrare e di individuare in ogni altro un fratello.

Dei diciassette nuovi porporati, 5 sono europei, 4 dell’America settentrionale, due di quella meridionale, tre africani, due asiatici e uno dall’Oceania. Con le nuove nomine, inoltre, avranno un cardinale sette nazioni che non lo avevano mai avuto, e di queste quattro – Rep.Centrafricana, Bangladesh, Isola Maurizio e Papua Nuova Guinea – avranno un cardinale elettore, e tre – Malaysia, Lesotho e Albania – avranno un non elettore. Tra gli europei ci sono due italiani, Zenari e Corti, uno elettore e uno no, e nessun arcivescovo residenziale.

Al 19 novembre prossimo, nel collegio cardinalizio saranno quindi rappresentati 79 Paesi, 59 dei quali con cardinale elettore. L’Europa avra’ 112 porporati, di cui 54 elettori; l’America settentrionale 27, di cui 17 elettori; l’America centrale 8, di cui 4 elettori; l’America meridionale 27, di cui 13 elettori; l’Africa 24, di cui 15 elettori; l’Asia 24, di cui 14 elettori; l’Oceania sei, di cui due elettori. In totale i porporati saranno 228, di cui 121 elettori.

Le percentuali numeriche, restano sempre a favore del “centro”, ma le nuove chiese avanzano, avranno un cardinale sempre piu’ nazioni che non ne hanno mai avuto uno, e’ definitivamente cancellato il meccanismo delle sedi ritenute “tradizionalmente cardinalizie”, in auge soprattutto in Italia e in Europa, meccanismo che ha talvolta indotto carrierismi.

Ecco dunque i 13 elettori e 4 ultraottantenni che riceveranno la berretta e l’anello nel concistoro del 19 novembre prossimo, secondo l’ordine dell’elenco letto da papa Francesco: Mario Zenari, italiano, che il Papa ha annunciato restera’ “nunzio nella martoriata Siria”; mons. Dieudonne Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, nella Repubblica centrafricana, al fianco di papa Bergoglio quando lo scorso novembre proprio a Bangui ha aperto la prima porta santa del giubileo della misericordia; mons. Carlo Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid in Spagna; mons. Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia in Brasile; mons. Blase Cupich, arcivescovo di Chicago negli Stati Uniti; mons. Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dhaka in Bangladesh, mons. Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, in Venezuela, mons. Jozef De Kesel, arcivescovo di Maline-Bruxelles, in Belgio; mons. Maurice Piat, arcivescovo di Port Louis nelle Isole Mauritius; mons. Kevin Farrell, prefetto del nuovo dicastero per i laici, famiglia e vita; mons. Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla in Messico; mons. John Ribat, arcivescovo di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea; mons. Joseph William Tobin, arcivescovo di Indianapolis negli Stati Uniti.

I quattro non elettori sono: mons. Anthony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur (Malaysia), mons. Renato Corti, vescovo emerito di Novara, mons. Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale’s Hoek, nel Lesotho e il reverendo Ernest Simoni, sacerdote dell’arcidiocesi di Shkodre-Pult.