La manipolazione linguistica

Circa una decina di anni fa usciva un manualetto tascabile e molto accessibile, scritto da Matteo Rampin, su come smascherare i trucchi della manipolazione linguistica. Con esempi semplici, l’autore dimostra nel libro come attraverso il linguaggio, attraverso espressioni apparentemente innocue, la volontà può essere manipolata, incidendo di fatto sulla capacità e sulla libertà di decidere. Oltre che nelle relazioni, ciò avviene spesso nelle campagne pubblicitarie che, pur di sponsorizzare un prodotto, riescono abilmente a trarre in inganno gli acquirenti. Portiamo di seguito alcuni esempi.

Al gusto di cioccolato. Quando di un prodotto si dice che è al gusto di cioccolato, la nostra mente focalizza l’attenzione sulla parola “cioccolato” e già immagina che ciò che gusterà sarà cioccolato. Il gusto è legato al naso e non alla bocca, come spesso si crede. Per cui, quando mangiamo qualcosa, difficilmente la bocca se ne renderà conto, ma al naso non sfugge il sapore; perciò un prodotto al gusto di cioccolato sarà solo un surrogato che ha un odore di cioccolato, ma non è cioccolato.
I biscotti XY non contengono nitrati. Ultimamente si leggono frasi simili sulle confezioni dei dolciumi. Chi legge si sente rassicurato per il fatto che quel prodotto non contenga nitrati perché non fanno bene alla salute, per cui il compratore si sentirà spinto mangiare i biscotti XY piuttosto che i biscotti che non danno questa informazione e che forse, allora, ne contengono. La frase, dunque, nasconde un inganno che Rampin spiega così: “Questi biscotti non contengono nitrati. A essere sinceri neppure gli altri biscotti ne contengono (…) e non contengono neanche fosgene, uranio radioattivo, ali di pipistrello, il batterio della peste” (pp. 33-34). Perciò la confezione dei biscotti XY mente dicendo il vero, perché è vero che i nitrati non sono presenti in quei biscotti, ma è vero anche che non sono presenti nemmeno negli altri biscotti.
Facilita la diuresi. Molte acque minerali sono spesso reclamizzate con questa espressione, per indicare che aiutano a fare pipì. Dov’è il tranello? Ogni tipo di acqua facilita la diuresi e non solo l’acqua sulle cui confezioni è riportata l’espressione. Tuttavia la mente di chi acquista è indotta a pensare che le acque che non riportano questa precisazione, non facilitino la diuresi!
Contiene estratto di cocciniglia. Spesso su alcuni prodotti ci sono precisazioni come questa. Mettiamo che l’estratto di cocciniglia sia contenuto in un dentifricio e che sia garantito da laboratori, anche molto noti, che ne certificano la presenza. Il fatto che quella sostanza sia presente in un dentifricio e non in un’altra cosa cambia? La cocciniglia ha una particolare proprietà per i denti? In realtà no, serve giusto a colorare il dentifricio. Tuttavia la precisazione della presenza di questo componente nel dentifricio può indurre un acquirente a considerarlo migliore di un prodotto che non lo contenga.
Nessuno lava più bianco di me. Anche in questo caso, l’affermazione dei pubblicitari vorrebbe che il detersivo sponsorizzato sia unico sul mercato. In realtà non si sta dicendo che il detersivo è davvero il migliore in assoluto. La frase sottende un completamento che viene omesso: “Nessun detersivo lava più bianco di me, anche se almeno altri cento detersivi lavano bianco quanto me”. Se si omette la seconda parte della frase, la nostra mente arriva alla conclusione che solo quel detersivo può fornire quelle prestazioni (p. 43).
Questi cracker non contengono colesterolo. Dopo aver letto una frase simile, una persona che soffre di colesterolo alto, comprerà il prodotto e tornata a casa lo mangerà a cuor leggero perché non sta andando contro la dieta prescritta dal medico. Anche ammettendo che dei ricercatori siano riusciti a estrarre il colesterolo da quel prodotto, l’inganno sta nel fatto che “il cracker appena introdotto in bocca si scinde in molecole di zucchero (…); poco dopo, una parte di queste dolci molecole si trasforma a sua volta in qualcos’altro (…): nel temuto colesterolo” (p. 45). Quindi è vero che nei cracker non c’è colesterolo, ma di quanto avviene dopo che il prodotto è stato ingerito i pubblicitari non si curano.
Riferimenti
Matteo Rampin, Al gusto di cioccolato. Come smascherare i trucchi della manipolazione lingusitica, Milano, Ponte alle grazie, 2005.