Che persona sei? La fisiognomica medievale

La nostra rubrica “Dalle parole ai libri” rimane anche questa settimana sul tema della medicina medievale. 
La settimana passata abbiamo parlato dell’uso delle coppette nella pratica medica dell’Italia trecentesca, oggi invece ci soffermeremo sull’uso della fisiognomica nella pratica dei medici medievale e lo faremo attraverso le pagine del manuale medico dell’Almansore, un testo scritto in arabo dal medico Razi è dedicato al re Mansur, tradotto prima in latino e poi in fiorentino all’inizio del XIV secolo.

La fisiognomica medievale

Il manuale dell’Almansore comprende dieci libri, ognuno dei quali approfondisce una particolare branca della medicina: per es. l’anatomia, la chirurgia, la composizione dei medicamenti, la preparazione di antidoti contro i veleni, la dieta per chi vuole viaggiare e, appunto, la fisiognomica.
Nei vocabolari dell’italiano contemporaneo v’è, anzitutto, differenza tra fisionomia e fisiognomica: 
– fisionomia indica «l’aspetto di una persona». Per estensione può indicare anche l’aspetto esteriore di qualcosa: fisionomia di un palazzo, per esempio;
– fisiognomica, con i suoi derivati, indica lo studio dei rapporti tra i caratteri corporei, soprattutto i tratti del viso, e i caratteri psicologici degli esseri umani.
Nel Medioevo, il medico non aveva tutti gli strumenti di indagine di cui dispone oggi, pertanto il colore dell’incarnato o il colore degli occhi potevano offrire elementi per l’indagine medica e la diagnosi della malattia.
Il Libro II dell’Almansore è un vero e proprio trattato di fisiognomica che ha sia carattere medico (per cui dai tratti del corpo si può riconoscere la malattia), sia carattere morale (per cui dai lineamenti si può riconoscere il carattere di un uomo, se tende a ubriacarsi, se è iracondo, se è lussurioso), accomunate dal metodo dell’inferenza semiotica, per cui da un segno visibile si può dedurre un’affezione o un’inclinazione caratteriale.
Nella prima parte del Libro II, sono riprese le teorie umorali ippocratico-galeniche e si spiegano le complessioni, ovvero la costituzione e la salute del corpo, riconoscibili attraverso i seguenti segni: il colore ‘colorito dell’incarnato’, lo stato del corpo (“grasseza e magrezza”), il polso, le secrezioni, grazie ai quali il medico può capire quale dei quattro umori domina nel paziente (sangue, flemma, collera nera o collera rossa) e quali malattie lo affliggono.
Un simile tipo di analisi poteva avere delle ricadute pratiche anche nella vita di chi non era medico.
NeI capitolo XXV, per esempio, si descrivono i segni che permettono a un acquirente di comprare schiavi sani, riconoscendone natura Fisica e morale.
Nella seconda parte, si spiega la fisiognomica propriamente detta con spiegazione dei segni delle singole parti del corpo (capelli, naso, bocca, fronte, occhi, spalle…) e con riconoscimento dei tipi etici (l’ubriaco, il luxurioso, il filosofo…).
Di seguito lasciamo alcune note con cui la fisiognomica medievale dava indicazioni sul riconoscimento del carattere di una persona in base ai singoli tratti del corpo.
– Occhi. Chi ha gli occhi neri è considerato pigro. Chi ha gli occhi verdi tendenti al giallo è considerato uomo ostinato.
– Naso. Se la punta del naso è sottile, la persona è litigiosa. Se le narici sono molto aperte, la persona sarà irascibile.
– Bocca. Un uomo dalla bocca grande sarà ardito e ghiotto.
– Orecchie. Le orecchie grandi sono indice di lunga vita.
– Spalle. Le spalle piccole sono indice di un uomo di cattivi costumi, mentre spalle grandi rivelano un uomo di buon intelletto.
– Mani. Le mani sottili e morbide indicano buon intelletto, le mani corte stoltezza.