Aurore polari: luminose accensioni celesti

Fasci di luce verde si innalzano come drappeggi verso il cielo scuro in una danza ondeggiante, acquistando le più svariate forme e dando vita ad uno dei più affascinanti fenomeni naturali: le aurore polari.

Le aurore polari sono dovute ad un fenomeno fisico

Secondo la teoria attuale, le aurore polari sono dovute all’impatto delle particelle cariche provenienti dal sole, dette vento solare, con l’atmosfera terrestre. In particolare, quando il vento solare raggiunge la ionosfera incontra ed eccita gli ioni che la costituiscono, i quali, nel tornare dallo stato eccitato a quello fondamentale emettono dinamici fasci di luce diffusa di aspetto e luminosità variabili. Il motivo per cui le aurore sono osservabili solo ai poli della Terra è dovuto al fatto che quando il vento solare entra nell’atmosfera, le particelle che lo costituiscono vengono intrappolate dal campo magnetico terrestre che le devia verso i poli dove, impattando con la ionosfera, generano i così detti ovali aurorali: cerchi luminosi che circondano i poli del diametro di 4000 km e osservabili dallo Spazio. Le colorazioni degli spettri di luce prodotti dalle aurore polari dipendono dal tipo di atomi che il vento solare incontra. In particolare, l’emissione aurale giallo-verde è dovuta all’eccitazione degli atomi di ossigeno, mentre l’emissione rosa è causata dall’incontro del vento solare con l’azoto.

In realtà la Terra non è l’unico Pianeta su cui è possibile osservare lo spettacolare fenomeno aurorale. Anche su Giove prende vita l’effetto luminescente dovuto all’incontro tra il vento solare e il campo magnetico planetare, ma in questo caso si parla di una luce circa mille volte più intensa.

Storia delle aurore polari

Per vari secoli le aurore polari sono state associate a diverse credenze popolari. Ad esempio gli Inuit pensavano che le apparizioni dinamiche di luce nel cielo fossero provocate dagli spiriti dei morti durante le loro danze, mentre gli Indiani Athabaska ritenevano che fossero i riflessi della danza del fuoco dei folletti, e addirittura a detta degli abitanti dello Sri Lanka si tratta, ancora oggi, di un messaggio mandato da Buddha. Inoltre, secondo le tradizioni popolari, le aurore erano accompagnate da inquietanti suoni di sottofondo simili a fruscii o sibili.

Il primo a tentare di dare un approccio scientifico al caso fu Galileo nel 1620, il quale battezzò il fenomeno con il nome attuale. Da quel momento astronomi e fisici delle varie epoche si sono impegnati nel formulare le più svariate ipotesi che esulassero dalle antiche credenze popolari. Infatti, secondo alcune teorie si riteneva che nei mesi più freddi il cielo dei paesi nordici si riempisse di luci colorate a causa dei riflessi del sole sui giganti iceberg degli oceani. Contrariamente a ciò altri scienziati affermavano che le aurore polari fossero dovute a lampi di alta quota. Solo alla fine del 1900, grazie all’aiuto dei satelliti, è stato possibile formulare l’attuale teoria fisica alla base delle aurore. In ogni caso ancora oggi numerosi sono i dubbi riguardo a questo fenomeno, tant’è vero che recentemente la NASA ha inviato 4 razzi verso i fasci luminosi dell’aurora boreale per far luce su alcuni aspetti ancora poco chiari.

Dove e quando si osservano

Le aurore polari acquistano magicamente vita nell’emisfero nord e nell’emisfero sud della Terra dove vengono rispettivamente chiamate aurora boreale e aurora australe. L’aurora boreale è osservabile nelle regioni nord della Scandinavia (Svezia, Finlandia, Norvegia), Scozia, Islanda, Canada, Alaska e Groenlandia. Il periodo migliore per osservarla è a cavallo tra febbraio e marzo e tra settembre e ottobre. L’aurora australe è invece osservabile durante l’inverno australe dal Sud America, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Antartide.

Inoltre è bene sapere che dopo il 2016 sarà necessario aspettare il 2025 per avere un’elevata probabilitá di osservare le aurore polari , in quanto il sole ha un ciclo della durata di 11 anni durante il quale l’intensità del vento solare cresce da livelli minimi a livelli massimi con un conseguente aumento nella frequenza delle aurore.

Per tale motivo, se siete ancora indecisi sulla prossima meta da raggiungere, perché non dirigersi verso una delle suggestive aurore polari? Ricordate però che l’aurora è come una diva, non sempre si mostra al suo pubblico, ma quando lo fa lascia tutti senza fiato donando di sé un indimenticabile ricordo.