Napoli: grande successo di pubblico e di critica per l’anteprima di “V(u)otazioni” di Carlo Porcaro e Marco Sales

Nella Sala Cirillo della Città Metropolitana è stato proiettato in anteprima per stampa ed esponenti politici “V(u)otazioni”, docu-film autoprodotto dei giornalisti Carlo Porcaro e Marco Sales. Al il dibattito moderato dal giornalista Salvatore Del Giudice, erano presenti gli autori, il sociologo Luciano Brancaccio, il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice, il consigliere comunale David Lebro e il capo dell’opposizione regionale Stefano Caldoro. Come recuperare la distanza tra cittadini e rappresentanza politica è stato il tema portante della discussione.

Per Del Giudice “il documentario è un’occasione stimolante per capire come si è trasformata la politica e come si è arrivati alla totale sfiducia che per me non è nella politica ma nel futuro”. Il numero due di de Magistris si è detto “contrario alla visione lineare della politica ma sono per quella circolare e il cerchio va chiuso mettendo insieme anche associazioni, movimenti e comitati che non devono sostituirsi alle istituzioni ma mettere insieme le istanze dei bisogni: altro che antipolitica, il sindaco ha convinto la gente a votare in maniera trasversale e con un forte voto giovanile”. Per Caldoro “il docufilm da una perfetta immagine di quello che è successo: in un momento di crisi la politica è in crisi perché non è facile governare la crisi. È da qui che viene il non voto. Se ragionassimo in termini calcistici, si sono affrontate le squadre in virtuosismi e palleggi sotto le rispettive curve.  De Magistris ha fatto una buona campagna elettorale e ha legittimamente vinto. Che Luigi abbia dato ai suoi un messaggio chiaro e leale è indubbio ho lavorato con lui e conosco la sua sincerità a volte spudorata: è riuscito a prendere voti in blocchi dove non ci si aspettava dove fanno presa messaggi volendo anche populisti”. Lebro ha evidenziato che “è la politica a dover dare soluzioni ai problemi: l’immagine dei partiti è stata distrutta e credo che vittoria de Magistris sia dovuta anche al modo di arrivare sui territori. La politica è fallita, diventa personalizzazione e il mio chiedere un assessore diventa battere cassa e non chiedere rappresentanza democratica”.

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IL DOCU-FILM: “V(u)otazioni” racconta Napoli sotto elezioni, più che le elezioni comunali a Napoli. Anzi, sotto ‘votazioni’ come vengono chiamate le elezioni dai napoletani. Le riprese – girate nell’arco di quattro mesi dal 6 marzo al 30 giugno 2016 – ripercorrono pezzi di campagna elettorale dei vari candidati a sindaco in eventi pubblici (De Magistris, Lettieri, Valente e Brambilla) ma descrivono con gli interventi del professor Luciano Brancaccio (ricercatore del Dipartimento di Scienze sociali dell’Università Federico II) soprattutto i fenomeni sociali che si manifestano a prescindere dalla politica.  Dietro le votazioni si celano spesso “vuote azioni”, da cui il gioco di parola del titolo. La città dà la sensazione di scorrere per conto suo, indipendente e indifferente alle dinamiche della pubblica amministrazione. A volte usa la politica o ne viene usata, intanto segue un percorso parallelo, tacito, ordinario. Come se la città avesse tante città al suo interno con proprie regole, abitudini, storie. Storie di sofferenza, emarginazione, autonomia che sfiora l’anarchia: gli immobili occupati, i morti di camorra, il lavoro che manca, le proteste di piazza, la dispersione scolastica, ma anche nuove forme di creatività come la street-art, la rete di solidarietà sul territorio, i gesti quotidiani che donano speranza. L’urlo della città spesso risuona come in una bolla. Non è antipolitico il messaggio del docu-film, quanto un’istantanea “critica” e “interrogativa” che prova a rifuggire dai binomi cliche: Gomorra-folklore, Sputtanapoli-Vivanapoli.

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